Che ancora non è.

Gennaio 2024 e la ricerca del momento che ancora non è perché la natura, nel suo silenzio rinascente, chetamente contempla le profondità.

E noi pure siamo esseri appartenenti alla natura che asseconda il fruscio del cosmo nella sacralità che esprime perpetuamente.

C’è un tempo per ogni cosa; ogni cosa al suo tempo, non prima, non dopo.

Gennaio pone le sue radici in un flusso cosmico che revisiona , ha un’energia profonda, connessa agli anfratti delle nostre profondità, al contatto con il silenzio che induce riflessione e porta all’ascolto.

Gennaio accompagna all’uscita, lento, in una passeggiata fatta con calma e con spazi dedicati al fermo contemplativo.

Non parla, ma si fa ascoltare, non fa, ma produce, non tocca, ma si fa sentire.

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L’umano essere si trova ad un punto cieco, nel buio più oscuro resta folgorato da una luce paradossale e da quella potrà scorgere la sua Forza.

Ma per scorgerla e consapevolizzarla, dovrà restare con gli occhi bene aperti e mantenere un passo lento, pronto a cogliere i dettagli, le sfumature, i particolari sfuggenti.

Quella che segue è l’immagine dell’apertura Tarologica dedicata al mese di Gennaio.

Gennaio 2024 e la ricerca del momento

Gennaio 2024 e la ricerca del momento che ancora non è.

Il cammino prosegue, un po’ confuso da un ritmo umano e uno naturale.

L’umano dice che è inizio, la natura dice che ancora non è tempo di inizio, ma piuttosto di fine.


E in questo tira molla ci si sente spiazzati, quel senso di destabilizzazione ancora non cessa.

Quell’affaticamento ancora permane, le forze fisiche sembrano non dare cenno di ripresa, quelle emotive fanno sentire “sotto”, quelle mentali, beh, le mentali pensano, pensano, pensano…

E in quei pensieri originano emozioni, di quelle che fanno scendere giù e che portano in un lontano non precisato in cui tutto fu, ma è, e per certi versi, ancora sarà.

Perché la Vita è ciclica, porta e riporta, va e torna, spinge e ritira.

Lungo questo periodo ne faremo esperienza, di tutto, insieme.

Un esame, profondo e accurato che si svolgerà nel silenzio della notte che attraversiamo secondo natura, nonostante l’umano nel mondo corra verso il nulla in cerca di nulla con cui cibarsi di nulla.

Nell’illusione illudente egli s’illude di andare, arrivare, raggiungere, portare, fare, dire, baciare, lettera, testamento…

E nel correre le vie di questo mese cheto, freddo e profondo, si affaticherà più del solito nello scalpitio di nuovi inizi che no, ancora non iniziano.

Ma corre, si prodiga, smania, perché là fuori si dice che è iniziato senza che ancora sia finito.

E nell’avvicendarsi dei rumori che l’umano produce, camminando su di un mondo perfetto seppur sporcato dalle sue mani, distrattamente riterrà che è il momento di intraprendere.

Ma, nel disaccordo del flusso naturale delle cose, il suo atto risulterà privo di contenuto, e in quella inconsistenza, scorgerà frustrazione.

Gennaio 2024 e la ricerca del momento.

Collettivamente, individui “lassù” conoscenti il flusso celeste, procederanno nel progetto stringente per coloro, tanti, che hanno abbassato la testa.

La corda la mostreranno dorata, la osanneranno come la salvezza di ogni cosa, ma quella corda nasconde delle spine e queste, quei tanti, le sentiranno penetrare nella loro carne, lacerandola.

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Nel graduale allungarsi delle giornate attraverseremo notizie climatiche allarmanti, aggiornamenti sopraggiungeranno dal lontano e gl’intorpiditi camminanti ingoieranno altra paura.

Nel piano del grande spettacolo mediatico ormai non più sperimentale, la grande bocca si aprirà a momento opportuno per ingoiare vaganti senza più un cuore pulsante animato dal fuoco sacro.

Questo il punto della situazione generico.

Per i pochi, quei coloro che nutrono dentro di sé la Fede, questo momento risulterà umanamente impegnativo, così come ogni Gennaio è.

L’impegno però sarà ripagato con l’avanzare in Febbraio, che, seppur sarà un mese di transizione, donerà spazi e sprazzi di leggerezza ed entusiasmo crescente.

Questo mese di Gennaio intanto, si potrà dedicarlo all’allinearsi al flusso, assecondandolo e stando.

Profondamente stando in tutto quello che si sentirà con coscienza che è un passaggio conclusivo indispensabile per poter davvero raggiungere e sentire il momento dei nuovi inizi.

Inizi che arriveranno a Marzo, così come natura vuole, e che saranno forieri di importanti novità.

E se Gennaio fosse un Arcano?

Sarebbe L’Appeso.

L'Appeso

Nella rappresentazione di una situazione fisicamente precaria, porta a sentire in sé l’abbandono degli accumuli, il volgere all’essenza, all’essenziale nel senso più elevato del termine.

Esprime pienamente il concetto dello stare.

È la via di un cambiamento radicale che può sembrare negativo, ma non lo è.

Nell’affrontare un periodo di stasi contempla ciò che sente nel corpo, nelle emozioni, nei pensieri, nell’anima e nello spirito.

L’Appeso è il contatto con la terra, le sue profondità, il buio nutriente e maturante, il silenzio, l’ascolto, il lasciare andare.

Il suo messaggio è:

L’individuo si rivela guardando i suoi errori“.

Nel nutrire le mie radici mi connetto alla sacra terra, nel passaggio silente e rigenerante assecondo il flusso cosmico.

Nel lasciare andare, mi ritrovo.

Nel permettere che accada, rinasco.

Nel contemplare la Vita, Vivo!

Ogni cosa riporta alla natura e alla naturalità delle cose.

Siamo verso l’ingresso del Nuovo Rinascimento.

L’era della Interezza è alle porte, la Stirpe dei Puri si va formando…

FIDEM

Umani Divini.

Divini Umani.

Torneremo a guardare le stelle.

E fu sera e fu mattina…

Stefania Ricceri

Stefania Ricceri

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