di Vital Frosi
Amati!
Molti di voi si sono interrogati su due atteggiamenti quotidiani, e che portano qualche dubbio sull’agire o meno in determinate situazioni. Nonostante l’interesse a comprendere sempre di più il ruolo di ogni essere umano attualmente incarnato sulla Terra, nella misura in cui si capisce com’è la vita vista dall’ottica spirituale, sembra che più si conosce, meno si sappia.
Molti messaggi ci dicono che non ci sono errori, ma quello che c’è davvero, è sempre l’apprendimento. Quindi se pecchiamo con atti e anche per omissione ovviamente impariamo anche con tali atteggiamenti.
Sembra un paradosso, ma è molto difficile separare una stessa azione in due direzioni, perché può essere sia positiva che negativa. Se pecchiamo per azioni o omissioni, possiamo fare buone azioni anche attraverso di loro. Allora dov’è la differenza? -Beh, direi che poteva essere solo intenzionale.
Rinunciare o Agire? - MP3
Yoga come scienza dell’azione. Conferenza del 14 giugno 2007
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Spesso abbiamo detto qui, che tutto è nell’intento. Lei è la chiave che apre sia la porta alla Luce che la porta che conduce all’oscurità. Quindi quando qualcuno mi chiede come sapere se è sulla strada dell’ascensione, io rispondo che non lo so, perché se tutto è nell’intento, come potrei conoscere l’intenzione di ognuno, in ogni atto, azione o intenzione?
La risposta serve anche a chi dice di non saper agire in certe situazioni. Fai sempre tutto con l’intento nel bene, e tutto sarà fatto bene. Anche se il risultato non è quello previsto, almeno avrai fatto tutto quello che dovevi fare. E questo semplifica le cose. La vita non è complicata; ciò che complica è l’interesse che ognuno mette in ogni situazione.
Sapere quando agire o omettersi è una questione di saggezza; non è una questione di competenza. E se agiamo con saggezza, allora è certo che non interferiremo con il libero arbitrio dell’altro. Questa è un’altra chiave che non dobbiamo mai dimenticare.
Agire con le buone intenzioni, metteremo in pratica la compassione e l’amore incondizionato. E se agiamo solo guidando, stiamo rispettando la libera scelta dell’altro. Non dobbiamo mai fare la scelta per gli altri! Non dobbiamo nemmeno imporre condizioni o la nostra volontà. Alcuni dicono addirittura di voler cambiare l’altro, o almeno sperano ardentemente che l’altro cambi secondo le loro convinzioni.
Questa è solo una pretesa, e come tale non serve a nulla. Ci sono molti modi per imparare, e ognuno ha il suo. Aiutare quando ci viene chiesto, è ancora la scelta migliore da parte nostra. Mettere istruzioni a disposizione degli interessati, senza però aspettarsi che tutti apprezzino tali consigli, è anche un modo di aiutare senza interferire con il libero arbitrio.
Per quanto riguarda l’omissione, qui possiamo usare lo stesso parametro per le azioni. Se ci omettiamo quando abbiamo davvero l’opportunità di aiutare qualcuno, ci ritroviamo nella mancanza di carità. Sapere quando manifestarsi o quando omettersi, è anche una dimostrazione di saggezza. Ricorda che la saggezza e la conoscenza non sono la stessa cosa.
Spesso l’omissione è necessaria e molto più utile dell’azione. Ad esempio, dire qualcosa a qualcuno, la cui informazione scatenerà dolore e sofferenza inutile, oppure promuoverà intrighi, discussioni, rivolte o vendetta, oltre la discordia e l’odio che deriva da tutto questo. Omettere può essere la scelta migliore in molte situazioni.
Al contrario, omettersi quando abbiamo un’opportunità di aiuto, è un atto egoistico e genera reazioni secondo la legge di causa ed effetto. Come possiamo vedere, la linea che separa il positivo e il negativo da ogni atteggiamento da prendere, è davvero molto sottile.
E per rendere ancora più difficile prendere decisioni, bisogna tenere conto che anche gli altri sono studenti di questa scuola di anime, e ognuno è sul suo gradino di apprendimento. In questa scuola nessuno può fare gli esami per gli altri. Non c’è risoluzione e nessun modo che possa facilitare la salita della scala dell’anima.
Quando ricordiamo la Legge Divina che dice che “nessuno passerà ciò che non deve passare”, diventa più facile capire l’altro e diventa anche più facile sapere quando agire o omettersi. Ricorda sempre che ciò che serve a te, potrebbe non essere adatto all’altro e viceversa. Non ci sono due coscienze sullo stesso gradino della scala.
Stiamo andando bene in questo tratto finale del lungo cammino della vita, e nonostante le apparenze illusorie della mente 3D, vediamo grandi cambiamenti di coscienza in buona parte dell’umanità. Tempi incredibili portano tutte le opportunità necessarie ora. Guardare e pregare serve anche a chi vuole cogliere ogni occasione per elevarsi. Il momento non è più dei “intelligenti”, ma dei “risvegli”. Usa la tua saggezza e semplifica la tua vita e quella degli altri.
Sono Vital Frosi e la mia missione è l’illuminazione.
Namaste!
Traduzione a cura di Cammina nel Sole
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