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Siamo alle soglie dell’Equinozio d’Autunno, un altro dei momenti magici di questo iper-intenso settembre, un mese a cui potremo essere anche grati nonostante la fatica, perché è stato generato dall’Ordine divino quale momento spartiacque tra il vecchio ed il nuovo, tra i vecchi sé, schemi conclamati e stereotipati, ed il nuovo e costante divenire, che ha sempre fluito al di sotto delle programmazioni automatiche dell’ego, ma che non aveva mai ricevuto abbastanza spazio per emergere alla superficie e mettersi alla guida della nostra nave. Ora ciò sta accadendo, è accaduto, accadrà ancora, anche se sicuramente con minor intensità. E la fatica è stata proprio questo traghettarsi in mezzo alle differenze interiori che sono sempre più evidenti, tra quello che ci siamo lasciati indietro, che ci stiamo ancora lasciando indietro, e la parte di luce che diventa sempre più luminosa ed impaziente di uscire allo scoperto. Il conflitto portato dalla frustrazione ed dal senso di inadeguatezza nascono quale sintomi per raggiungere una nuova sintonizzazione con aspetti di noi appena nati. L’Equinozio rappresenta un equilibrio tra gli opposti, per cui è uno spazio che ci accoglie come una culla per rigenerarci dopo lo sforzo della trasformazione e per aiutarci a completare il ciclo, ciascuno a modo proprio.
Dentro questo spazio temporale, di cui possiamo osservare il Cielo alle 16, 21 ora italiana del 22 settembre, il momento in cui il Sole entra a 0° della Bilancia, inizia la Costruzione del Nuovo dopo la dissoluzione del vecchio a cui siamo stati sottoposti dal 2012 ad oggi.
L’Ascendente di Equinozio in Capricorno ci dona la determinazione di rinascere con la stessa frequenza di luce che troviamo quando il Sole al Solstizio d’Inverno riemerge dalle tenebre del ciclo di trasformazione di morte/rinascita dell’autunno (il Solstizio d’Inverno si verifica quando il Sole entra in Capricorno). La rinascita della Luce nella sua frequenza nuova e rivitalizzante si fa strada in noi e fa tornare la gioia delicata che ha la stessa sfumatura rosata della pelle che si riforma quando una ferita profonda guarisce. Il Maestro Saturno ed il Guerriero Spirituale Marte si trovano in Sagittario (rispettivamente a 11° e a 26°) e puntano la loro attenzione sulla Sacerdotessa Luna in Gemelli a 18°, che diventa ricettacolo, Sacro Graal, di quell’energia maschile, lasciandosi fecondare e fecondando, grazie alla natura circolare del movimento dei Gemelli che fluisce costantemente da un polo a quello opposto e ritorno. L’opposizione tra Saturno e la Luna è molto particolare per questo Equinozio perché è la nostra Anima che rende omaggio a se stessa, portando a compimento un disegno a lungo inseguito. Sia Saturno che la Luna hanno un’accezione che li lega alla vita dell’Anima perché entrambi si muovono nell’inconscio. Questo loro dialogo ci ispira ad occupare una posizione sempre più sintonizzata ai suggerimenti del Sé. Era quell’anelito che da sempre abbiamo sentito dentro quale nostalgia per qualcosa che pensavamo fosse andato per sempre dalla nostra vita. E’ l’Anima che finalmente si riconosce in quello che siamo riusciti a costruire finora e dice a se stessa: Casa è vicina.
La posizione del Sole è nella Casa dello Scorpione, legata al ciclo di morte/rinascita, congiunto a Giove, il pianeta più grande del nostro sistema. Sono i due Soli di cui tanto si parlava, di cui anche Gregg Braden ha parlato, facendo riferimento al fatto che Giove potrebbe anche diventare un Sole. Ora in questo momento topico sono congiunti ed è come un potenziamento di un processo di grande trasformazione che coinvolge le nostre relazioni (Bilancia) ma anche i diversi sistemi sociali a cui gli individui sottostanno e dentro cui tutti noi ci riconosciamo (VIII° Casa). Dalla II° Casa, in opposizione, Chirone retrogrado in Pesci a 22° osserva e anche se non direttamente coinvolto perché non forma un aspetto forte, si predispone, lui che rappresenta le nostre ferite, a venire illuminato, portando a galla il dolore nel cuore che viene riscaldato dalla luce dei due Giganti. Il Bambino Interiore guarisce la relazione con il Padre e si permette di tornare a casa. Possiamo fare pace profonda dentro la nostra famiglia, anche se i nostri genitori non ci sono più, visto che questa guarigione avviene nella Casa VIII° che rappresenta anche coloro che hanno lasciato il corpo.
Un altro aspetto curioso è dato dall’opposizione di Venere in Bilancia (grazia ed armonia) con Urano in Ariete (l’irruenza e il fulmine), tra rispettivamente la Casa della Conoscenza (IX° Casa) e la Casa della Vita Quotidiana (III° Casa). E’ arrivato il momento di concedersi la libertà di portarci dove sentiamo che c’è bellezza. E’ un dialogo che ci racconta dell’urgenza di lasciarsi indietro ciò che ormai è più che andato, per seminare e portare nuovo sviluppo lontano da casa, oltre le paure. E’ una possibilità di abbandonare qualsiasi tipo di paura e camminare avanti, sempre avanti, fino alla prossima meta. Anche se non è chiaro dove stiamo andando e perché dobbiamo andare, la strada (sia reale che metaforica) ha una presa molto potente e ci chiama. Soprattutto questo. Rinasciamo uscendo da un tunnel, come facemmo già arrivando qui nel momento del nostro primo respiro.
Stefania Gyan Salila
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