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Come ad ogni fine inverno/inizio primavera, comincia il periodo dei Pianeti retrogradi, quando i corpi celesti innescano un apparente moto all’indietro rispetto alla loro orbita intorno al Sole, di solito fin verso settembre.
Giove solitamente è il primo, poi segue a ruota Saturno, Plutone, Nettuno, Chirone e Urano, che poi prosegue retrogrado fino alla fine dell’anno. Il picco massimo lo si registra per l’inizio di luglio quest’anno.
La sensazione in quel periodo è che tutto rallenta, diventa apparentemente statico, quasi fino ad implodere. La manifestazione della staticità e del rallentamento ovviamente dipende dal Segno in cui il pianeta sta transitando, e dove esso impatta nel nostro Tema Natale.
Da ottobre 2017 e fino a metà novembre 2018, Giove si trova in Scorpione, potente Segno d’Acqua, simbolo delle profondità inconsce, governato da Plutone, l’Occhio Psichico, antenna viscerale che ci guida oltre i costrutti strutturati di un mentale forte e giudicante.
Durante questi mesi, esso ci ha aiutato a prendere confidenza con tutto quello che abbiamo sempre tentato di nascondere, finanche a noi stessi; gli aspetti che non ci piacciono di noi, quelli che provocano vergogna, ma che comunque esistono, a cui dedichiamo tanta energia nel voler negare, dimenticare, sotterrare, ma che continuamente tornano a galla per vie traverse.
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Sapete cosa ci sta regalando Giove con questo transito? La libertà di essere se stessi, oltre le maschere della buona persona. Esso scoperchia l’errore, la svista, la caduta, la vulnerabilità. Soprattutto adesso che entra in moto retrogrado.
L’ordine è: smettila di truccarti, di pettinarti, di accomodarti in una posa plastica che nasconde la smorfia. Asseconda le vere espressioni del viso, onora le rughe, rispetta i segni del tempo sul corpo, perché ciascuno di questi segni esprime la tua antichità, la tua saggezza, la tua fatica di camminare dentro la densità. Rispetta te stesso e l’impegno che ti sei preso nell’essere chi sei.
Giove retrogrado fino a luglio ci chiede di togliere via le maschere della saccenza e della presunzione per rivelare il senso di smarrimento. Solo perché smarrirsi serve a trovare una nuova Via, esplorare l’ignoto, trovare l’introvabile, mettersi sulla strada dell’imprevedibile. Così ci sorprendiamo e assimiliamo nuova linfa.
E’ difficoltoso, sicuramente! E’ un percorso che implica un certo grado di malleabilità e spirito di adattamento. Esso però apre ad un incontro speciale, quello con la Forza Vitale che avevamo tenuto sotto controllo. Spesso avremmo voluto dire no, ribellarci, spezzare un patto, rompere un confine. Ci siamo invece costretti al contrario per quieto vivere, costringendo il corpo alla contrattura, serrando le mascelle nella resistenza al cambiamento.
Da ora fino a luglio avremo la possibilità di passare al vaglio ognuna di queste occasioni, e quando il 13 luglio Giove tornerà diretto, chi vorrà, potrà mettere in atto il frutto delle proprie considerazioni.
Chiaro che si possa fare anche prima, ma in quel caso, il frutto non sarebbe completamente maturo. I cicli planetari servono anche a questo. Sincronizzarsi con essi significa agire in allineamento con l’intelligenza divina che tutto muove, di cui noi siamo un riflesso su questa Terra.
Buon viaggio!
Stefania Gyan Salila
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