di Andra Zurlini

La mente deve essere guarita.

Guarita da una malattia che ha contratto negli ultimi millenni, che è quella dell’infelicità.

La Felicità, suo opposto, non è la metà dell’uomo. Questo fine, infatti, ridurrebbe enormemente la più vasta e meravigliosa complessità del fine e degli obiettivi che sono posti alla nostra “umanità in divenire”.

Se la meta fosse la felicità, il tutto si ridurrebbe ad un fine egoistico personale che non ha niente a che fare con le straordinarie capacità latenti nel nostro cuore e nella nostra mente.

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La felicità è la condizione normale di ogni essere vivente che vive secondo natura, nel suo spazio vitale, mangiando il cibo legato alla sua specie, e che riceve dall’ambiente circostante stimoli idonei a sollecitare il suo corpo emotivo e mentale a:

1 Conoscere se stesso

2 Purificare ciò che ne ostacola la coscienza

3 Realizzare la sua missione

In ogni caso, si può iniziare il lavoro dal punto 1 e proseguire al 2, anche non avendo realizzato “La Felicità” come stato normale e quotidiano su cui impostare il proprio lavoro di Ricerca e Servizio. Anzi, è proprio grazie alla condizione innaturale in cui si trovano miliardi di individui nel mondo, che si inizia un percorso ed un sentiero di conoscenza e lavoro su di sé. Spesso si inizia per “guarire” qualcosa di profondamente innaturale, che non ci riguarda. Lo sentiamo da dentro. Dal profondo emerge la voce della nostra sensazione di inadeguatezza rispetto ad una condizione personale che tende verso la mancanza di felicità, la mancanza di amore, la mancanza di creatività.

Ecco che allora, per arrivare al punto 3, ovvero la realizzazione della nostra missione, dovremmo saper riunire anche questa dualità.

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Nel percorso alchemico di lavoro e realizzazione di sé, esso rappresenta una svolta totale. Ovvero realizzare il «Cuore nella Mente».  Descritto anche come: La mente al servizio del Cuore.

La nostra mente è uno strumento straordinario che la moltitudine di esseri umani non conosce e non utilizza. Solo i primitivi stadi di sviluppo della mente, chiamati «Mente Inferiore», sono conosciuti e vengono utilizzati. Il resto è pura ignoranza. Alla maggior parte dei problemi individuali si dà la colpa alla Mente, pensando che essa sia la causa di tutto.

Il primo errore che si fa è quello di non distinguere tra Mente Inferiore e Mente Superiore. La mente inferiore è quella che riguarda la “vita della personalità egoica”. È il computer che ognuno utilizza tutti i giorni nei suoi affari quotidiani. Esso permette di: comunicare, esprimere giudizio, separare, dividere, ragionare, accogliere, rifiutare, elogiare, disprezzare, ecc. Esso si muove nell’ambito di due polarità: Dolore e Piacere. Tenta in tutti i modi di allontanarsi dal dolore e con lo stesso “sforzo” prova ad avvicinarsi al piacere.

La Mente Superiore è lo strumento perfetto che utilizza l’Anima per comunicare con noi. È il luogo nel quale può avvenire l’intuizione, la sincronicità, la connessione e il senso di unità. La Mente Superiore è l’evoluzione di quella inferiore. È una mente disciplinata e al servizio che riceve direttamente, attraverso la meditazione, l’ascolto profondo, la contemplazione, l’osservazione e la gioia quotidiana le direttive dell’Anima che comunica alla coscienza in evoluzione (cioè noi stessi).

Noi non siamo un’Anima! Siamo coscienza evolvente che costruisce e struttura, in ogni esistenza, una personalità egoica in grado di fare un’esperienza umana e terrestre di evoluzione e avanzamento nel sentiero di ritorno all’Uno. L’Anima è la Scintilla Divina che ci accompagna in questo viaggio. È in Lei che dimora ogni nostra esperienza passata, ogni lezione appresa e ogni direttiva evolutiva per continuare questa avventura.

Essa può trovarci ricettivi alle sue indicazioni solo se siamo in grado di preparare il territorio della nostra personalità attraverso: conoscenza di sé e purificazione di sé.

Purificarsi riguarda tutti e tre gli ambiti: fisico, emotivo e mentale.

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Nel fisico occorre purificare il corpo il più possibile da tutto ciò che ne ostacola il fluire dell’energia e lo intossica continuamente attraverso abitudini errate e contro-natura.

Nell’emotivo occorre purificare l’emotività dai desideri continui e dalle maree emotive senza senso che portano a continui sbalzi d’umore, continue ricerche di piacere effimero e non-costrittivo. Occorre calmare l’emotivo e maturare spiritualmente.

Nel piano mentale occorre purificare la mente inferiore da critica, separazione, pessimismo, negatività, giudizio, scissione, dibattito, litigio, affanno, ansia, stress, complicazione e chiedersi, per ogni evento apparentemente contrario e “negativo” «Perché»? Perché quella persona mi ha detto questo? Perché reagisco così? Perché ho questa paura? Perché questa situazione è andata in questo modo? Perché non sopporto quella persona?

Dal lavoro alchemico, lento e graduale, di cottura e purificazione di tutti i lati della personalità che tendono verso l’infelicità e il Materialismo, emergerà gradualmente una Nuova Coscienza lucente e risvegliata che servirà da veicolo di manifestazione della Missione che ci indicherà l’Anima. Queste indicazioni arriveranno dal mentale, attraverso l’intuizione e la comprensione profonda di concetti e conoscenze, grazie alla Mente Superiore.

A quel punto, si potrà realizzare lentamente il punto numero 3, ovvero il “Realizza te stesso secondo la tua missione”. Tenendo presente che la missione è soltanto quella che riguarda questa vita e non è quella esaustiva del ritorno all’Uno! Anche perché, se siete in cammino, scordatevi il concetto di “fine” e “inizio” che fanno parte di una concezione temporalizzata del cammino della Coscienza!

Tutto vi verrà svelato per gradi, a coscienza sufficientemente matura. Non prima! Di questo si può avere una fiducia totale. Siamo destinati a godere eternamente del grande gioco di Dio.

Buon cammino dunque.

Siamo Uno.

FONTE: http://www.andreazurlini.it/#!I-Tre-Passi-nel-lavoro-Alchemico-di-Realizzazione/c1mbt/57964b8a0cf2e808b09ae4f8

 


 

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