Osservando il Cielo astrologico ed il Sincronario Galattico, la prima settimana di maggio ospita movimenti che testimoniano della voglia di cambiamento che accomuna molti umani che durante la quarantena hanno vissuto grandi comprensioni, grazie all’isolamento e allo specchio che la mancanza di stimoli esterni ha fornito.
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Il 02 maggio è iniziata la Luna Spettrale, la Luna del lasciar andare, (ho già scritto in proposito QUI), in cui il collettivo viene invitato ad entrare già in una modalità di chiusura rispetto a ciò che è iniziato lo scorso luglio, visto che entro il 25 luglio si conclude l’anno del Mago Magnetico. Esso ha aperto la via verso l’attivazione di uno stato di coscienza che contempli la complementarietà, così che gli umani guariscano dalla malattia della separazione, stato interiore che porta con sé il senso di conflitto, solitudine, incomprensione e isolamento. Spesso ripeto come il momento attuale non è altro che la manifestazione di ciò che serpeggia nell’inconscio collettivo.  Ora abbiamo l’occasione di rendercene conto, e non è sicuramente una cosa da poco. Il 26 luglio 2020 inizia l’anno della Tempesta Blu Lunare, che rappresenta la sfida del cambiamento, per cui è il momento di mettere nero su bianco i punti da elaborare per proseguire il viaggio in modo consapevole. Questo aspetto verrà facilitato da un altro grande cambiamento che si sta effettuando in questi giorni è lo spostamento dei Nodi Lunari, dall’Asse Capricorno/Cancro al Sagittario/Gemelli. 18 mesi di viaggio alla ricerca dell’intimità,  di uno scambio nutriente con gli altri, ripristinando la relazione principale da cui tutto parte, quella con nostra madre, da cui abbiamo preso la vita ed il nutrimento.
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E’ stato necessario misurarsi con la consapevolezza di quanta vita abbiamo preso in quel momento. Quando abbiamo dato il primo respiro, quanta vita abbiamo preso per noi? Con che impeto ci siamo attaccati al seno e ci siamo offerti a prendere tutto l’amore possibile? Ovviamente ci sono umani che hanno avuto nascite difficili. A volte il programma di vita lo prevede. Non importa. Se quello è il nostro caso, permettiamo a quella realtà di avere un suo spazio nel cuore, onorando il nostro destino? Magari ci siamo resi conto della presenza di tanti vuoti,  di quanto fossimo isolati dentro di noi rispetto agli altri, quanta paura avessimo di soffrire per amore, minando alla base la possibilità di metterci in una relazione sana. Come ci sentiamo ora che siamo alla fine di questo ciclo? Quali aperture si sono verificate e quanto ci siamo sentiti pronti a fonderci con la Madre, con la Vita, con l’Amore e l’Abbondanza?
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Ora con il cambio dell’Asse zodiacale, si modifica il proposito: ci viene chiesto di lasciar indietro la supponenza, la presunzione, il senso di distacco intellettivo, il sentirsi già illuminati, già guru e detentori della Verità, per spostarsi verso la semplicità, la giocosità, la leggerezza. Dopo 18 mesi di lavoro incessante a livello emozionale, potremmo aver acquisito la forza e la presenza di poter comunicare liberamente le nostre emozioni, portando chiarezza negli intenti e onestà nelle nostre relazioni. Abbiamo lasciato alle spalle la corsa contro il tempo di una mentalità competitiva per accorgerci delle piccole cose, apprezzando il qui e ora. Adesso possiamo sentirci pronti per un altro viaggio.
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Ma come lavorano i Nodi Lunari? Sono due punti dello Zodiaco, opposti tra loro: il Nodo Lunare Sud è la valigia piena delle memorie con cui nasciamo, quello Nord rappresenta la valigia svuotata e pronta per essere riempita con una nuova conoscenza. Il Nodo Sud contiene tutte le tematiche note che siamo portati a ripetere, è la zona confort che, anche se scomoda, difficilmente lasciamo perché già sperimentata. L’animo la legge come priva di rischi.

In realtà il rischio, rimanendo in quello stato di coscienza, è di morire rimanendo in vita, abortendo le nuove parti di noi che sono chiamate a svilupparsi in questa esistenza. Il Nodo Nord è l’ignoto, il vuoto totale, in quanto la memoria non ne contiene le informazioni. E’ il salto nel buio che ci viene chiesto di fare per diventare autonomi e felici. Di solito un umano ci mette 35/40 anni per fare il salto da quello che potrei definire Karma per abbracciare il suo Dharma. A volte ce ne vogliono di più, alle nuove generazioni sicuramente di meno. Per il primo periodo della nostra vita ci viene chiesto di occuparci di qualcosa di vecchio, elaborando contenuti densi che grazie al nostro lavoro di consapevolezza si alleggeriscono, portando benefici anche al collettivo. Poi però arriva il tempo di partire e di attraversare l’oceano dell’ignoto, vivere nuove esperienze, sentirci soli per contattare le risorse che ci faranno innamorare di noi stessi.

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Ognuno di noi ha il suo viaggio da portare a compimento, che si arricchisce anche di altri spunti, visto che i Nodi Lunari transitano di Segno in Segno, di Asse in Asse, ogni anno e mezzo, mettendo l’attenzione su determinati punti della nostra mappa. Ora ci siamo, davanti ad un nuovo panorama, chiamati a fare la differenza.
Buon viaggio!
In lak’ech!
Stefania Marinelli
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