Oggi sempre più persone intraprendono un proprio percorso spirituale, rimanendo autonomi rispetto ad una fede religiosa organizzata. “ Io non sono religioso ma sono spirituale” è diventata ormai un’espressione comune ed io mi considero tra quelli che hanno intrapreso questo processo di ricerca. Attraverso le mie ricerche ho affrontato nel corso degli anni gli argomenti più disparati, dalla medicina che cura il sistema corpo-mente, alla fisica quantistica, dalla coscienza superiore, al futuro di Dio, fino alla trasformazione personale.

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Ciò che accomuna questi argomenti così diversi tra loro è la realtà, nel senso che la realtà quotidiana nasconde alla vista la realtà “reale” che invece deve essere svelata. Non c’è dubbio che i cinque sensi rilevano il mondo in un modo molto limitato, non dando la minima idea dell’esistenza di molecole, atomi e particelle subatomiche, oltre che dei geni e del DNA. Ma svelare una realtà fisica più profonda è tutta un’altra storia.

Le scienze fisiche riguardano il mondo esterno, mentre un’altra realtà nascosta, cruciale per la ricerca spirituale, si svolge “qui”, dove la mente è l’esploratore ed il territorio che viene esplorato. Suona come una contraddizione, così come il processo tradizionale di raggiungere la coscienza superiore, che è chiamato “il percorso senza sentieri”. Come puoi scoprire la realtà “in questo momento” quando l’esploratore, ossia la mente, non è separata dal territorio che vuole esplorare. La difficoltà emerge chiaramente se domandi: “Che cosa penso del pensare?” oppure “Sono consapevole della consapevolezza?”

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Nella migliore delle ipotesi, queste domande sembrano essere circolari come un serpente che si morde la coda. Ma la contraddizione si dipana ed il “percorso senza sentieri” assume un significato, quando realizzi una cosa semplice: la mente attiva non è la stessa della mente tranquilla e silenziosa. Ogni metodo di ricerca spirituale, se ha successo, va oltre la mente attiva ed il suo bagaglio senza quiete di sensazioni, immagini, sentimenti e pensieri, con l’obiettivo di stabilirsi in una consapevolezza pura e indisturbata. Per analogia, ci si tuffa al di sotto della superficie agitata di un fiume in piena, che si muove attraverso acque più profonde dove le correnti sono più lente, fino a raggiungere il fondo, dove il fiume è quasi immobile.

Qui, tuttavia, l’analogia non funziona più, perché la meditazione, che è come un’immersione interiore, può raggiungere il punto zero caratterizzato da assenza di movimento o di qualsiasi tipo di attività. Alla fonte della tua consapevolezza puoi incontrare la pura consapevolezza. Ma perché questa è un’esperienza di valore? Perché il campo della pura consapevolezza è l’origine dei nostri tratti distintivi: l’intelligenza, la creatività, l’evoluzione, l’amore e l’auto-consapevolezza sono tra i principali. “Il percorso senza sentieri” ha senso per questo motivo; ti conduce senza andare da nessuna parte, verso un livello più profondo di consapevolezza. Una volta che sperimenti il livello più profondo, scopri che c’è un cambiamento. Ti identifichi meno con il tuo sé di tutti i giorni, che è totalmente dipendente dalla mente attiva (insieme con i desideri, le speranze, i desideri e i sogni che genera) ed inizi ad identificarti di più con il campo della pura consapevolezza.

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In questo modo la coscienza superiore viene assimilata in chi sei tu ed in come vivi la tua vita. La parola “spirituale” non è obbligatoria per descrivere questo cambiamento. Preferisco descrivere l’intero processo in termini di consapevolezza, che è un termine più neutro. Ciò che confonde le persone è che l’intero processo di ricerca potrebbe ingarbugliarsi con idee fuorvianti. Permettetemi di elencare le insidie ​​che è più probabile incontrare.

1. Scambiare l’obiettivo per una sorta di auto-miglioramento.

2. Supporre di sapere già quale sia l’obiettivo.

3. Sperare che una coscienza superiore risolva tutti i tuoi problemi.

4. Lottare e cercare di arrivare da qualche parte.

5. Seguire un metodo utilizzato da qualche autorità spirituale.

6. Sperare di essere guardati con rispetto, reverenza o devozione come se fossimo esseri superiori.

7. Essere agitati a causa di successi e fallimenti momentanei.

Dubito che chiunque abbia onestamente intrapreso un viaggio interiore sia stato immune da tutte o alcune di queste insidie. C’è un enorme divario tra dove ti trovi oggi (totalmente dipendente dalla tua mente attiva) e la realtà che ancora deve essere svelata. Si tratta di niente altro di diverso da un’illusione onnicomprensiva che ci circonda, una costruzione della mente umana che condiziona tutto ciò che pensiamo e sentiamo.

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Quando viene messo in questo modo, “il percorso senza sentieri” sembra se non impossibile quanto meno difficile e probabilmente doloroso. Ma ciò che è difficile e doloroso sono le insidie ​​che ho elencato. È l’illusione a creare tutti i problemi ed è fondamentale rendersene conto. Il percorso attuale è senza sforzo e senza dolore. La mente per sua stessa natura può conoscere la sua fonte nella pura consapevolezza. Per analogia, puoi affrontare problemi, preoccupazioni, crisi quotidiane e discussioni con i tuoi figli, ma senza dubbio sai che li ami. L’amore va oltre tutto ed è così che funziona la trascendenza. Lo stesso vale per il processo di scoperta della realtà, che comprende anche la semplice azione del risveglio. Gli antichi Veda dichiarano che ognuno è definito dai loro desideri più profondi. Il desiderio porta ai pensieri, i pensieri alle parole e alle azioni, le azioni alla soddisfazione del desiderio. Quindi, in un modo molto semplice, “il percorso senza sentieri” è un percorso verso il desiderio. Se il tuo desiderio più profondo è svegliarsi, sfuggire all’illusione, svelare la realtà e alla fine sapere chi sei veramente, il messaggio arriva. Il tuo desiderio più profondo attiva un livello di consapevolezza che ti porterà al tuo obiettivo.

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Fonte : https://deepakchopra.it/percorso-sentieri-significato/

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