Nozze-alchemiche

“Prometto di esserMi fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarMi e onorarMi
tutti i giorni della mia vita”

Qualche giorno fa sono stato letteralmente folgorato da quest’intuizione, ce ne andiamo in giro a fare dichiarazioni e promesse di tale portata senza prima aver reso effettivi e ben saldi questi principi nei confronti dell’unica persona con la quale siamo certi che non potremo mai separarci nè divorziare, ovvero noi stessi.

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Credo sia per questo motivo che andiamo cercando le cose in giro per il mondo, chiedendole (per non dire elemosinandole) ora da questa situazione, ora da quella persona, senza mai trovare davvero – se non per qualche breve periodo e in maniera intermittente – quella sensazione di pace e di appagamento profondo che a ben guardare è il vero obbiettivo di qualunque ricerca, di qualunque slancio, solo che lo cerchiamo nel posto sbagliato, poichè questo è la risultante di una conquista interiore e non di un conseguimento all’esterno, che per sua natura è fugace e caduco.

In molti casi quello che pro-mettiamo (dal Latino, promĭttĕre, comp. di pro e mĭttĕre«mandare»; propr. «mandare avanti») dovrebbe essere prima di tutto una pre-messa, ossia qualcosa che già c’è, una base da cui partire.
Invece la tendenza dell’essere umano è quella di cercare all’esterno ciò che avverte come mancanza, finendo inevitabilmente per considerare cose e persone alla stregua di “tappabuchi”, anche se ovviamente non se ne rende conto, al contrario…identificazione e attaccamento sono per lui sinonimi di<amore, tanto più sono attaccato a qualcosa o a qualcuno, tanto più significa che lo amo e che ci tengo a lui.
In realtà risulta piuttosto evidente che ciò che non voglio perdere, quello a cui non sono assolutamente in grado di rinunciare è il senso di sicurezza che quel qualcosa/qualcuno suscita in me, e senza il quale perderei l’appetito ed il sonno…insomma, non mi interessa tanto di te o di quella cosa, è che senza sto male!!
Questa è il più delle volte la reale pre-messa da cui partiamo…le cose, le situazioni, le persone svolgono per noi la funzione di salvagente, ovvero tu devi fare per me quello che io non riesco a fare per me stesso, ed è piuttosto naturale che nel momento in cui perdo quella cosa/situazione/persona io mi senta morire, arrivando perfino ad odiare e a voler trascinare giù con me quella che reputo la causa del mio malessere e della mia disperazione.

LA SALVEZZA NON E’ LA’ FUORI!!!

Fintanto che la nostra ricerca di sicurezza sarà rivolta all’esterno possiamo star certi che è solo una questione di tempo…la nave alla quale ci siamo saldamente ancorati affonderà, e noi con lei.
Questa non è una punizione karmica, il destino avverso, o l’universo che ce l’ha con me, semmai è il contrario!
La vita ti sta dicendo: “smettila di considerarti un mendicante, un miserabile…sei molto più di questo…sei la fonte stessa delle cose e non hai certo bisogno di accontentarti di un capriccio.”

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Ma prima ti devi arrendere, e per arrenderti devi sentire nella carne la condizione di morto vivente nella quale versi. Tu infatti non stai vivendo davvero, non sei in grado, non ancora. Stai sperimentando la penosa situazione di trovarti impotente dinanzi ai meccanismi incontrollati della tua mente e delle tue emozioni, che ti spingono ora da una parte, ora dall’altra, come un vascello senza nocchiere in balia della tempesta.
Devi sacrificare la tua piccola volontà, i tuoi insignificanti progetti in favore di quelli che la tua essenza ha sapientemente intessuto su misura per ciò che realmente sei venuto a manifestare.
La sofferenza non è nient’altro che la misura della resistenza a questo processo di disgregazione del falso. Siamo come bambini che hanno paura di togliere le rotelle dalla bicicletta, per realizzare poi che viaggiare senza limitazioni è infinitamente più bello ed appagante e che la libertà da sè stessi, dalle proprie dinamiche autosabotanti non ha prezzo.

Per quella che è la mia esperienza personale, la resa è arrivata a seguito dell’ennesima discesa negli inferi, scendendo come una grazia a seguito di una disperata richiesta d’aiuto…è qualcosa che arriva dall’abisso più profondo e che sembra dire: “Signore aiutami, io non ce la faccio. Non sono niente, non posso niente. Mi affido a Te, fai di me ciò che Vuoi. Plasmami in modo tale da rendermi strumento perfetto della Tua volontà, fà che io possa realizzare al meglio la mia parte all’interno del Tuo disegno, per quanto mi riguarda sento solamente che non mi opporrò, non ne ho la forza, sono esausto, mi arrendo.”

E’ questo che intendo quando parlo di “Nozze d’Oro”, un matrimonio intimo con tutte quelle parti di noi contro le quali abbiamo a lungo lottato e che ora non possiamo far altro che accogliere nella resa amorevole e nell’accettazione sincera di ciò che è.
Non è una questione legata al tempo, come per le classiche nozze d’oro della tradizione cattolica, ma piuttosto alla qualità del sodalizio…sposo finalmente le mie parti oscure e pesanti e queste si trasformano in qualcosa di abbagliante bellezza, oltre che di inestimabile valore.
Improvvisamente non devo più combattere, non devo più capire e sviscerare tutto attraverso il processo analitico, non devo più fingere nè cercare di diventare qualcun’altro per non dover più affrontare i demoni che tanto mi tormentano.
Improvvisamente “la mia storia” si rivela inequivocabilmente per quella che è davvero…inconsistente, effimera, illusoria, ed io posso finalmente lasciar andare chi credevo di essere a favore di chi sono.

Ed ecco che d’ ora in avanti sarò fedele a me stesso e potrò amarmi e onorarmi per tutti i giorni della mia vita…perchè non accetterò più nessun compromesso che faccia torto a ciò che sento nel cuore, non avrò più bisogno di dare nella speranza inconsapevole di ricevere, non dovrò mai più mendicare nulla, poichè mi sarò riappropriato del mio scettro e sarò finalmente tornato a governare quel Regno che mi spetta per diritto di nascita.

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“Più ti concentri sul tuo nemico e più potere avrà su di te.
La frustrazione è un canto antico che ha incatenato poveri e Re.
Non è il tuo rivale il vero ostacolo, non è smascherandolo che vincerai.
Diventa te stesso, compi il miracolo e con la tua luce lo accecherai.”
Er Quercia

Roberto Senesi

FONTE: http://www.robertosenesi.it/news/le-nozze-doro/

PAGINA FB : https://www.facebook.com/Roberto-Senesi-1378304745820881/

 


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