La Teoria del Tutto di Nassim Haramein

Di Marina J. Di Donato, < LA CASA DELLA CONSAPEVOLEZZA >

Nassim Haramein è un fisico teorico americano, nato in Svizzera nel 1962, conosciuto per la sua “Teoria del Tutto”, basata sull’esistenza di un Universo Infinito, a forma di toroide in cui ogni cosa sarebbe interconnessa, compresi gli esseri umani.

La sua teoria sarebbe il risultato di oltre 20 anni di studi in vari campi, quali la fisica, la cosmologia, la biologia, la filosofia e le antiche civilizzazioni.

 

I CONCETTI DI BASE

 

Come tutti sappiamo, Albert Einstein non riuscì mai ad elaborare una teoria che unificasse l’elettromagnetismo e la gravità. Haramein ha proseguito con questa teoria, ponendo le basi per il suo completamento.

Nel 2003 Nassim ha fondato l’organizzazione no-profit “The Resonance Project Foundation” alle Hawaii, dedicata all’unificazione di scienza e filosofia, attraverso una costante osservazione della natura.

Al centro della “Teoria del Tutto” di Nassim Haramein ci sarebbe l’idea che noi tutti saremmo immersi in un mare di energia fondamentale la quale rappresenterebbe la sorgente del mondo fisico.

Questa energia sarebbe il vuoto o spazio che ci circonda. Tuttavia, questo spazio non sarebbe affatto vuoto nel senso usuale del termine, ma letteralmente pieno di energia, un’energia incredibile che collegherebbe assolutamente tutto e sarebbe incredibilmente ricca di informazioni. In questo modello, ogni atomo, inclusi quelli di cui noi siamo composti, sarebbe un buco nero che assorbirebbe informazioni dal vuoto e vi irradierebbe a sua volta informazioni come un buco bianco, essendo i due processi l’uno l’inverso dell’altro.

Il vuoto si auto-organizzerebbe e si troverebbe dappertutto, mentre l’atomo sarebbe un mini buco nero alimentato indefinitamente dal vuoto stesso; ecco perchè l’elettrone ruoterebbe per miliardi di anni senza un’apparente fonte di energia.

Per dare un’idea della densità del vuoto, Nassim fa l’esempio di prendere ipoteticamente tutte le stelle dell’ Universo e di metterle in un cm³ di spazio; allora si otterrebbe una densità ancora di molto inferiore a quella del vuoto. Se poi dovessimo estrarre una infinitesima percentuale dell’energia contenuta in quel cm³, avremmo abbastanza energia per far funzionare l’intero pianeta. Non ci sarebbero inquinamento e gas serra ma solo tantissima energia per tutti.

Nassim Haramein è convinto che si stia per avvicinare il momento in cui la scienza sarà in grado di comprendere pienamente il funzionamento dell’Universo e che ciò avverrà nell’ambito di questa stessa generazione.

I viaggi interplanetari non sarebbero più un sogno grazie alle nuove tecnologie. Nassim prevede ad esempio che, nel giro di vent’anni, le persone potrebbero andare su Giove o sulla Luna per il weekend e questo grazie alla comprensione del funzionamento dei campi gravitazionali al fine di spostarsi con facilità nell’Universo. Questo sarebbe importantissimo anche per trascendere le limitate risorse del nostro pianeta.

 

LA GEOMETRIA SACRA

 

La Geometri Sacra può essere definita come l’espressione visiva dell’Universo. Per esempio, il famoso “Fiore della Vita”, appare in numerosi templi e siti sacri della Terra.

Altra espressione dell’Universo è la forma del doppio toroide, visibile nell’atmosfera della Terra. Il doppio toroide sarebbe la funzione della struttura dello spazio-tempo. Anelli di forma toroidale circonderebbero la Terra, e tutti gli altri corpi celesti, come le stelle e le galassie.

Una delle caratteristiche fondamentali del toroide è quella che esso ha, al suo centro, una singolarità, un punto di immobilità e di bilanciamento. Questo punto centrale connetterebbe tutti i sistemi esistenti con il Campo Unificato sottostante. Si tratterebbe di una realtà olografica in cui ogni entità informerebbe l’intero cosmo della sua esistenza locale tramite il Campo Unificato.

Quando l’energia si muove nel punto zero o singolarità, dove troviamo l’immobilità, allora la geometria si ridurrebbe alla minima quantità di vettori per avere stabilità ed equilibrio assoluto.

Nelle sue equazione, Nassim proverebbe che il doppio toroide sarebbe il risultato di una struttura composta da tetraedi che produce una torsione o spin. Il punto centrale della rotazione sarebbe l’immobilità e questa struttura di tetraedri risulterebbe essere una stella di David in 3d, una stella a sei punte, la stessa che troviamo nel cuore di Buddha e nella tradizione Ebraica.

Le teorie di Nassim Haramein prevedono che ogni stella nell’universo sia in realtà un buco nero con un flusso di energia duplice toro dinamica.

La geometria di base dell’Universo sarebbe la stessa di quella dell’acqua sulla quale si basa la vita sulla Terra. La vita emergerebbe dall’acqua perchè l’informazione passerebbe dalla struttura dello spazio-tempo alla molecola dell’acqua che quindi produrrebbe l’organizzazione biologica della nostra biosfera.

Nell’ultimo documento pubblicato di Nassim Haramein “Quantum Gravity and the Holographic Mass”, egli descrive una soluzione per il calcolo della gravità utilizzando unità di energia sferiche di dimensioni pari alla lunghezza di Planck (PSU), disposte nello schema del fiore della vita in 3D, secondo un approccio olografico generalizzato. In altre parole , lo spazio stesso sarebbe composto di discreti super minuscoli pacchetti di energia. Questi minuscoli pacchetti potrebbero essere pensati come i “pixel” che compongono l’universo e poiché non sono quadrati, ma sferici, in realtà sono chiamati “voxel” . Scoperta da Max Planck, la più piccola lunghezza misurabile, sarebbe pari a 0.000000000000000000000000000000000001616 cm. E’ quasi impossibile immaginare quanto è piccola la lunghezza di Plank. Tuttavia, se immaginiamo un minuscolo puntino che è 0,1 millimetri (o la più piccola cosa che ad occhio nudo si possa vedere), e pensiamo di gonfiare quel puntino come un palloncino, fino alla dimensione dell’universo osservabile, il Planck equivalerebbe circa ad un puntino di 0,1 millimetri in tale universo.

Nassim Haramein chiama questi minuscoli pacchetti di energia di Planck, Spherical Units (PSU). Queste forme d’onda sferiche si sovrapporrebbero perfettamente per formare il fiore della vita in 3D come base strutturale dello spazio stesso. Utilizzando questi voxel universali (pixels sferici), Nassim avrebbe quindi calcolato quanti ne potrebbero entrare all’interno del volume di un protone rispetto a quanti sarebbero presenti sulla superficie esterna del protone stesso. Tale rapporto, una relazione geometrica, equivalerebbe al campo gravitazionale.

La gravità sarebbe un rapporto geometrico per cui si potrebbe utilizzare la struttura reticolare a forma di fiore 3D come base per il calcolo della forza gravitazionale di qualsiasi oggetto nell’universo, dal protone al buco nero al centro di una galassia, a tutto l’universo stesso.

 

LE ANTICHE CIVILTA’

 

Quando Nassim Haramein andò alla ricerca di indizi utili per comprendere la geometria del tessuto dello spazio-tempo, molti anni fa, egli rivolse la sua attenzione verso le geometrie dell’architettura antica e scoprì il libro “I Misteri delle Piramidi Messicane” di Peter Tompkins.

Dopo molti anni di ricerca sulle piramidi messicane, Tompkins aveva concluso che un concetto fondamentale che veniva trasmessa dagli antichi attraverso la loro architettura era il rapporto tra una sfera e un tetraedro. Se si mette un tetraedro dentro una sfera (e si adatta perfettamente all’interno), un punto del tetraedro intersecherà la sfera in uno dei poli e gli altri 3 punti si intersecheranno ad una latitudine molto specifica: 19,47 gradi (nord o sud dell’equatore a seconda dell’orientamento). Quando una sfera è attraversata a 19.47 °, la superficie della sfera stessa viene divisa in base ad un rapporto esatto di 1/3 e 2/3.

Fu proprio dall’osservazione di una pagina di questo libro che Nassim ebbe l’intuizione di sviluppare finalmente la sua teoria del campo unificato; in seguito avrebbe compreso che la struttura dello spazio sarebbe stata composta da una geometria di base, una matrice tetraedrica infinita con forme d’onda sferiche intorno ad ogni tetraedro, una struttura reticolare in 3d a forma di fiore della vita. Il Fiore della Vita è presente non solo nei templi egiziani e in quelli di antiche culture in tutto il mondo ma si può anche ritrovare nelle illustrazioni di Leonardo da Vinci.

Nassim Haramein sostiene che esistano prove del fatto che antiche civiltà, altamente civilizzate conoscessero l’energia infinita e la sapessero utilizzare; esse erano probabilmente entrate in contatto con civiltà extraterrestri che erano già in grado di viaggiare con facilità nell’Universo. Sempre secondo Nassim è infatti altamente probabile che nell’Universo esistano civiltà tecnologicamente molto più evolute rispetto alla razza umana.

Successivamente si sarebbe verificato un cambiamento, forse per uno dei cataclismi ai quali la Terra sarebbe periodicamente soggetta e le prove dell’esistenza di queste antiche civiltà sarebbero andate perdute. Tuttavia, secondo Nassim, le costruzioni enormi che troviamo in diversi luoghi sul nostro pianeta, rappresenterebbero una prova dell’esistenza di tali antiche civiltà, in quanto esse sfidano anche la tecnologia più avanzata di cui noi disponiamo attualmente.

 

IL SOLE

 

Nassim Haramein ritiene che il Sole crei dei piccoli fori, quelli che comunemente noi chiamiamo macchie solari, che in realtà non sarebbero tali, ma piuttosto rifletterebbero il vero aspetto di un buco nero nel Sole che perdurerebbe per settimane o mesi e poi si richiuderebbe. Questo buco nero costituirebbe una sorta di “finestra” spazio-temporale, un vero e proprio passaggio attraverso il quale sarebbe possibile spostarsi in altri mondi e dimensioni non conosciuti dall’uomo.

Eventuali civiltà aliene potrebbero penetrare nel nostro sistema solare attraverso lo “stargate” del nostro Sole.

Secondo Nassim Haramein, tutti i corpi celesti sarebbero caratterizzati dalla presenza di un buco nero all’interno, compresa la nostra amata Terra. Un piccolo buco nero genererebbe infatti tutte le energie e le forze del pianeta.

 

I MOVIMENTI DEI PIANETI E DEL SOLE

 

Secondo Nassim Haramein, la Terra non orbiterebbe intorno al Sole, come noi tutti siamo stati abituati a pensare, ma si muoverebbe in base ad un movimento a spirale. In pratica l’intero sistema solare sarebbe in costante movimento. Il Sole non sarebbe il centro della galassia ma piuttosto ruoterebbe intorno al centro della galassia e i pianeti si muoverebbero in una spirale, indipendentemente dal Sole. La natura e la traiettoria della rotazione dei pianeti sarebbero inoltre indicatori della presenza di una energia invisibile che spingerebbe gli oggetti a ruotare. Nello stesso, identico modo avverrebbe il movimento degli elettroni intorno al nucleo dell’atomo. L’energia si muoverebbe a spirale, esercitando una sorta di risucchio sugli oggetti materiali.

 

LA MEDITAZIONE E IL CUORE

 

Una delle frasi più conosciute di Nassim Haramein è la seguente: “Per essere un buon scienziato devi seguire il tuo cuore perchè è da lì che arrivano le informazioni”.

E’ ormai risaputo che il cuore possiede il più elevato campo elettromagnetico del corpo che può essere misurato fino a otto metri di distanza da noi; esso rappresenterebbe la batteria della vita che mantiene il cuore in funzione. Il nostro intero essere sarebbe guidato dal buco nero nel centro del nostro cuore che causerebbe un flusso di energia elettromagnetica grazie all’effetto Corioli, lo stesso effetto che si trova alla base dei sistemi ciclonici o anticiclonici nell’atmosfera.

Il campo elettromagnetico del cuore avrebbe anch’esso la forma di un toroide e, tramite il flusso di tale campo, verrebbero comunicate informazioni al cervello e a tutto il corpo.

Il toroide di energia fluirebbe dal cuore alla cima del cranio, poi giù verso la ghiandola pienale, attraverso il nostro sistema nervoso e poi di nuovo verso il cuore. Il tutto ovviamente in costante collegamento con l’intero universo.

 

Per quanto riguarda il cervello, esso sarebbe una sorta di ricevitore sintonizzato su determinate frequenze che verrebbe utilizzato dalla coscienza allo scopo di captare informazioni. Il cervello riveverebbe informazioni presenti nello spazio vuoto tramite il cuore e sarebbe proprio questo legame che rappresenterebbe la sorgente della nostra esistenza.

In tale quadro, la meditazione rappresenterebbe il principale strumento a nostra disposizione per sintonizzarci con l’Universo e la “Mente Suprema”, così come sostenuto da molte tradizioni spirituali. In altre parole, la meditazione ci darebbe la possibilità, durante lo stato di veglia, di connetterci con questo punto interiore, la singolarità presente nel nostro cuore.

Dentro di noi ci sarebbe un infinito potenziale. Tutti gli atomi che ci compongono sarebbero quantità infinite di informazione e di conoscenza a cui potremmo accedere anche con soli cinque minuti al giorno di meditazione. Sarebbe sufficiente interiorizzare i sensi verso la singolarità, l’interno, per riuscire ad accedere all’infinita saggezza racchiusa dentro di noi.

 

Bibliografia

 

Nassim Haramein – Crossing the Event Horizon: Rise to the Equation

Nassim Haramein – Black Whole (2011)

Ringrazio Marina j di Donato e il suo gruppo “La casa della consapevolezza”  https://www.facebook.com/groups/casaconsapevolezza/?fref=ts  che spesso  mi fanno dono di queste “chicche “meravigliose…Grazie Marina davvero non saprei come fare senza le tue dritte…:-)

Cammina nel Sole

 

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