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Noi siamo quelli:

che per sapere chi sono si guardano allo specchio

che per sentirsi sicuri di se stessi, si mettono in ordine davanti allo specchio

che per sentirsi a proprio agio in una determinata circostanza, si vestono adeguatamente, indossano qualche prezioso, poi controllano, guardandosi allo specchio, e si domandano “sarà troppo? sarà poco? troppi gioielli, leviamone qualcuno, questa giacca mi sfina, così sono ok

che se vedono allo specchio le borse sotto gli occhi decidono che sono stanchi

che se vedono allo specchio una ruga che non avevano ancora notato, capiscono di essere vecchi e si danno al Prozac

che ogni mattina, guardandosi allo specchio, osservano quell’ossessionante pancetta, la loro esagerata magrezza o la loro indifferente obesità e dicono al loro corpo quello che non direbbero neanche al loro cane, con tutto il mio rispetto per i cani

che se dovessero guardare a lungo i propri occhi, riflessi nello specchio, ne avrebbero paura

che quando constatano la crudeltà dello specchio, che non mostra mai ciò che desiderano, cadono nell’avvilimento e nella tristezza e decidono di coprire tutti gli specchi di casa emulando il famoso matematico Godfrey  Harold Hardy che finì per suicidarsi.

Noi siamo quelli che vediamo nello specchio.

Tutto il nostro essere, la nostra essenza è racchiusa in quel rettangolo, più o meno grande, che ogni giorno ci mostra il trascorrere del tempo e l’effetto che questo ha su di noi, ci fà sentire spiazzati quando i segni sono più evidenti, ci fa sentire impotenti quando ci rendiamo conto di quanto siano manifeste le impronte lasciate da una malattia o da un incidente, ci fà sentire soddisfatti per un giorno quando indossiamo la giacca nuova o l’ultimo modello dei Dark Havana che ci danno un tono super. Ciò che vediamo riflesso è ciò che vedono gli altri e gli altri devono vederci sempre al top perché noi si possa essere accettati e considerati.

Quando lo specchio non ci dice ciò che vogliamo corriamo ai ripari facendo tutto il possibile per cambiare la nostra immagine secondo i canoni sociali che abbiamo imparato a rincorrere, così entriamo in un vortice fobico nel quale non possiamo più fare a meno di cosmetici, diete, massaggi, ginnastica, chirurgia plastica. Insomma lo specchio è la nostra dannazione, vorremmo che ci mostrasse la nostra figura snella, con il viso attraente, i capelli folti, con l’abito che le dona sempre e la perfeziona. Facciamo le prove davanti allo specchio per ridere in modo che non si vedano troppo le gengive perché non sta bene e per evitare espressioni che accentuano le rughe sulla fronte.

MA PERCHE’?

Ci siamo mai chiesti perché vorremmo essere sempre diversi da ciò che siamo? perché abbiamo bisogno di essere accolti e graditi? perché se non siamo belli, se non siamo alla moda, se non siamo conformi alla circostanza ci sentiamo diversi e fuori posto?

Alla radice di questo fenomeno c’è sempre e soltanto una stessa fonte, la paura del giudizio degli altri.

La bella notizia è che questa paura si può eliminare, è un mostro pasciuto e opulento che vive come un parassita dentro di noi, ma è possibile farlo evaporare come nebbia al sole con un semplice esercizio costante.

DOBBIAMO SOLO SMETTERE DI GIUDICARE.

Può sembrare un paradosso, qualcuno potrebbe dire, “se sono io ad aver paura del giudizio degli altri, non sono io a non dover giudicare, ma gli altri”! No, non è così.

LA REALTA’ E’ UNO SPECCHIO, L’UNICO SPECCHIO DI CUI DOVREMMO TENER VERAMENTE CONTO PERCHE’ E’ IL NOSTRO SPECCHIO MAGICO, CHE SE NE FREGA DI QUELLO CHE ABBIAMO IN CAMERA DA LETTO, PERCHE’ E’ L’UNICO SPECCHIO REALE, QUELLO VERO, CHE RISPONDE A CHI SIAMO, A COSA SIAMO DENTRO, NEL NOSTRO CUORE. QUINDI SE GIUDICHIAMO SAREMO GIUDICATI.

Non è così difficile! con un po’ di esercizio diverrà naturale, e quando ci saremo liberati di questa perversa abitudine ci renderemo conto di come tutto fluirà con semplicità. Ci accorgeremo che guardandoci allo specchio ci piaceremo di più, che non ci faremo più tante domande preparandoci per uscire, che quella ruga in più ha qualcosa di intrigante. Il senso di libertà che si prova a quel raggiungimento è impossibile da spiegare. Finalmente possiamo apprezzarci, ci sentiamo più leggeri, svincolati, e a quel punto anche le nostre azioni, i nostri pensieri, i nostri comportamenti di tutti i giorni ci appariranno più adeguati, convenienti, corretti, quindi meno sensi di colpa, meno rimorsi, meno rimpianti, meno ricerche di consigli a destra e a manca, meno insicurezze.

ED ECCOCI GIUNTI ALLA LIBERTA’.

Daniela Martini

Daniela consiglia la visione di questo Video https://www.youtube.com/watch?v=694c2VQFG2w

FONTE: https://luniversonelmiosilenzio.wordpress.com/2016/01/25/specchio-specchio-delle-mie-brame/

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