Nel post del 06.03.2017 sui transiti astrologici del momento – vedi LINK – ho descritto l’approssimarsi della Luna al suo Plenilunio in Vergine il 12 marzo, Segno di Terra ordinato ed organizzatore, in cui sta attualmente transitando il Nodo Lunare Nord, il punto di evoluzione collettivo. A sua volta il Nodo Nord crea un aspetto di tensione con Lilith a 2° del Sagittario e la Luna in fase crescente tende a portare in superficie i conflitti interiori. Per qualcuno di noi questo può significare vivere un conflitto che si manifesta nel mondo esterno, ed è bene comprendere come questo non sia che un riflesso di una costante tensione interiore che ci lacera. Il corpo fisico si sta facendo carico di questo, assorbendo nei tessuti, negli organi, nei muscoli la spinta trattenuta tra Essere e Fare, tra Andare e Rimanere. Osservando meglio dentro di noi, possiamo verificare che questa spinta è presente in effetti da tantissimo tempo e che ci sta portando verso un parossismo.
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Ecco, è arrivato il tempo di mollare la presa. Letteralmente. Il corpo non riesce più a stare in piedi, non ne ha più la forza, è stato usurato, sfibrato dal conflitto tra due polarità opposte. Sappiamo anche che la Frequenza energetica della Terra sta cambiando ed il primo sintomo è l’integrazione della dualità per radicarci in un senso di unità sentito, vero, sperimentato. Quindi stiamo vivendo questa fase. Bene, però vorrei attraversarla senza farmi troppo male, arrivando sana e salva dall’altra parte. Cosa possiamo dunque apprendere da questa esacerbazione emozionale, irrequietezza interiore che ci agita, tra il rispettare un’immagine e l’aderire alla verità profonda che sempre più si fa strada nella coscienza? In realtà non c’è molta scelta. Possiamo solo smettere di “fare”. Ritirarci dentro noi, lasciando andare le braccia e le mani costantemente occupate nella laboriosità, smettere di incamerare informazioni, di formulare pensieri, traguardi, obiettivi, strategie, modalità. Basta tutto. E accettare, radicandosi sempre più comodi dentro il corpo. Sentirsi vuoti e privi di obiettivi, azzerando il percorso, perché nulla va più bene. Ad un certo punto non si risuona più con nulla. Se questo è il caso, è necessario osservare il massimo silenzio, meditare, visualizzare le immagini che risalgono dal profondo ed integrarle con il respiro.
Ho voluto approfondire il post di ieri con questa sorte di appendice perché mi rendo conto di quanto sia delicato questo passaggio. Il Plenilunio in Vergine, di cui scriverò successivamente, andrà a mettere in luce il bisogno di fare ordine dentro di noi, altrimenti continueremmo a girare intorno alle situazioni senza mai entrarci totalmente, tenendo il cambiamento sempre un passo più in là.
Piuttosto attiviamo il corpo, prendiamocene cura, lavoriamoci. E’ questo il settore esistenziale che ora richiede maggior riguardo. Alleggeriamo la spinta partendo da esso, dedicandoci ad un’attività fisica che amiamo. Onoriamo il corpo per il meraviglioso strumento evolutivo di navigazione quale è. Esso è il custode della nostra Anima, emanazione del nostro Spirito.
Stefania Gyan Salila
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