State vivendo i dolori fisici ufficialmente diagnosticati come la Fibromialgia, una sindrome molto diffusa oggi caratterizzata da dolore e rigidità muscolare, oppure, state vivendo una purificazione spirituale sentita tramite i blocchi energetici che dolorosamente impediscono l’energia vitale di scorrere nelle meridiane energetiche in modo fluido?

In entrambi casi, le maggioranze delle malattie, o disagi nel corpo, sono di base psicofisici, connessi con l’attaccamento alle nostre più profonde paure che ancora non siamo in grado di lasciar andare.

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Secondo il calendario dei diecimila anni cinese, l’anno dedicato al Cuore Yin ha fatto il suo ingresso il giorno 28 gennaio 2017. Inoltre, dopo dieci anni d’intensa purificazione, l’energia del cuore, farà una trionfante entrata il 5 giugno, rimanendo fino al solstizio estivo (21 giugno) offrendoci la possibilità di lasciare la densità della materia (energia della terra) finalmente uscendo dalla sua oscillazione dualistica, con l’opportunità di abbandonare la nostra abituale usanza di stare prevalentemente all’esterno del centro del cuore e nel respiro pieno del suo corpo sottile, per andare nell’energia femminile Yin, al nucleo del chakra e nel respiro vuoto.

Questo passaggio energetico è fondamentale, altrimenti rischieremmo di impazzire per la paura, perché se fin qui il viaggio è stato impegnativo, ora, più che mai, il mondo contemporaneo richiederà una focalizzazione incredibile sulla quarta dimensione, dove ultimamente ci si sente costantemente intrappolati nel pensiero pauroso, oscillante, dualistico e giudicatorio della collettività.

Il pensiero, per ovvi motivi, è comunemente associato all’intelletto, e per alcuni, la testa e il cuore sono gli “opposti” conflittuali dell’uomo, così mentre la mente si occupa di giudicare e separare milioni di pensieri in categorie dualistiche, il Cuore fa l’opposto – accogli tutto senza distinzione.

Il chakra del Cuore è la “terra di mezzo”, il luogo nel quale si uniscono gli opposti. Collega i centri inferiori, fisici ed emotivi, con quelli superiori, mentali e spirituali per poi unire il sopra con il sotto e il dentro con il fuori; è un ponte miracoloso, dove il profano e il sacro si uniscono, mescolando, trasformando e trasmutando tutto nel suo spazio vasto nel Qui è Ora.

Fin qui non ce’ niente di nuovo, tuttavia, la diversificazione tra l’esterno e l’interno del chakra del Cuore non è sempre chiara a tutti, appunto perché, amiamo considerare il Cuore in generale, come un luogo bellissimo e miracolosolegato all’amore incondizionato, all’altruismo e alla compassione – e lo è…ma non all’esterno del suo chakra.

La superficie della quarta dimensione riceve e mescola le molteplici idea e concetti individuali e collettivi, soggettivi e CONDIZIONATI, che riguardano gli ideali legato all’amore, alle relazioni, all’altruismo, alla bontà e alla compassione etc. Al contrario, per incontrare le stesse qualità nelle loro forme autentiche, universali e INCONDIZIONATI, necessità entrare nei confini dell’epicentro, altrimenti siamo nel chakra del Cuore, ma…..non siamo nel centro del Cuore!

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Avete notato come giudichiamo alcune persone “senza cuore”, “ superficiali” o con i “cuori chiusi” incapaci di ‘sentire’ ed esprimere i nostri stessi ideali amorevoli?

Quando questa accade, siamo nell’esterno del cuore lontano dalle qualità essenziali della sorgente che dimorano nel confine vasto e misterioso dello spazio interiore presente in TUTTI noi (nessun escluso), un luogo lontano della superficie dell’essere dove scorre velocemente la vita mondana in cui ogni essere umano esprime l’amore tramite gli impulsi e paure personali governate dai concetti mentali dualistici.

Al centro, connessi nel silenzio, siamo un tutt’uno con il ‘vuoto’, una connessione impercepibile sulla superficie che riconosce solo quella che occupa lo spazio, oggetti e persone disconnessi l’uno dall’altro.

Chi conosce il ‘vuoto’ interiore, lontano dalla superficie, può connettersi con altri consapevoli del vuoto – questa è la nostra unione, la nostra fratellanza con tutto il creato, non con gli ideali spirituali che uniscono gruppi e persone in amicizia che scambiano impulsi fisici, emozionali e mentali privi di spazio che impedisce loro il distacco e il disidentificarsi con essi .

Per diventare consapevoli del nucleo (aprire il Cuore: verso l’interno) l’esterno deve essere sperimentato, vissuto, sentito e compreso CONSAPEVOLMENTE e sopratutto vissuto privo di pregiudizi.

Se guardiamo nello specchio della vita, che è SEMPRE PERFETTA – non è questo il riflesso che oggi giorno ci rispecchia amplificata da 7 miliardi di persone? Tutta l’umanità che vive esclusivamente all’esterno del chakra del Cuore, giudicando e guerreggiando per loro ideali personali e soggettivi, belli o brutti che siano, ogni uno credendo di essere passionalmente nel cuore e nel giusto!

I chakra poi, sono governati dal respiro energetico dei loro corpi sottili corrispettivi, che nel caso del quarto livello del cuore o “corpo mentale” esso segue il seguente respiro:

  • Ispirazione = forma di pensieri personali e collettivi – ideali e amore condizionato.
  • Espirazione = unificazione/spazio/vuoto – amore impersonale e incondizionato.

Oramai, le reti d’informazioni sono canali che bombardano il pubblico con un continuo flusso di propaganda caotica e carica di paura. La giornata è segnata da un accesso di attività mentale favorendo stress, spesso percepita come tensioni fisiche croniche; poiché molte persone vivono e amano ancora solamente dall’esterno del chakra del Cuore attraverso i filtri della paura, della rabbia e del giudizio senza entrare mai consapevolmente nel suo opposto, verso il vuoto, dall’esterno all’interno, dalla dualità all’unità.

L’umanità è ancora lontana dal salto evolutivo? Può essere, ma il punto è, dove siamo noi?

Per accedere al nucleo del cuore bisogna essere consapevoli delle chakra inferiori. Radicare il corpo fisico a terra nella prima chakra, bilanciare, nella seconda chakra, i bisogni di soddisfare e compiacere le altri o vice versa, e riconoscere che il potere personale più difficile da comprendere e vivere è nell’anteriore della terza chakra, ossia, l’arresa e il ‘lasciare che sia’ senza implodere, lottare o sottomettersi al potere altrui, una qualità necessaria per risvegliare il Cuore impavido.

Ora, spogliati della necessità di giustificare, proiettare o reprimere il lato oscuro di noi stessi, finalmente attraversiamo il ponte del cuore con la nostra ombra mano nella mano.

Chi è disposto ad affrontare il proprio inferno (profonde paure e insicurezze), può rispecchiarsi nell’immagine che riflette, in altre parole – l’ombra diventa una specie di catalizzatore per una trasmutazione che ci permette di recuperare e trasformare qualunque aspetto intenzionalmente nascosto, represso, odiato o sconosciuto in noi.

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Ed è un bene se lo facciamo consapevolmente, perché senza l’ombra, il viaggio verso l’epicentro del Cuore non si compie, poiché il nucleo del Cuore non è in grado di accoglierci a metà, come trasformatore e unificatore, il suo ruolo è di unire le separazioni sciogliendo e forgiando, senza pregiudizi o condizioni, quello che è duale in uno. 

Perciò è ora di affrontare le nostre paure di non essere perfetti, giusti, sempre onesti, coerenti con quello che diciamo e facciamo, gentili con le altri e con noi stessi, che abbiamo spesso pensieri intolleranti e arroganti, che siamo vittime di noi stessi e che a volta fa comodo guazzare nella auto-commiserazione. Insomma, ogni una ha le proprie strategie per placcare i propri demoni e quello che fa troppo male, tuttavia, ciò che ci fa male deve essere “lasciato”, come in qualsiasi altra relazione disfunzionale, però all’ego piace le distrazioni, deve essere il migliore in bene o in male, ama andare in reazione, prendere parti, essere confuso, fare confronti, avere opinioni, perché ha bisogna di un titolo, un ruolo per identificarsi.

Se siamo in ansia perché l’energia del cuore appare irraggiungibile, se i dolori fisici non si rallentano ma persistano, chiediamo se da qualche parte si nasconde un’aspettativa, oppure stiamo facendo confronti con altri, trascinandoci nell’oscillazione della mente ego, lontani della realtà nel qui e ora.

Se si rimanesse ”presenti” solo con quello che effettivamente è manifesto nella nostra realtà ORA, o meglio – con quello che si trova davanti agli occhi, minuto per minuto, rispondendo SOLO a quello che la vita ci offre ADESSO, l’ego sarebbe talmente inattivo che morirebbe di noia!

Il nucleo del cuore vive solo nel presente, è se nel presente ‘sentiamo’ dolori fisici e tensione cronica?

Rimaniamo con quello che c’è, grati insieme con la nostra vita che è un dono, un viaggio che va sperimentata e vissuta pienamente in luce e in ombra; può essere che la mente razionale vuole forzare il tuffo nel profondo del cuore,  perché aspira alla sicurezza che siamo in orario con l’Ascensione, ma per l’anima non conta il tempo, il traguardo non è mai importante, ciò che conta è sempre il viaggio.

 

Caroline Mary Moore

Fonte : http://www.dalleclissedellesserealmisterodelvuoto.com/2017/06/03/disagi-dolori-fisici-lasciare-andare-lattaccamento-alle-paure-profonde-entrare-nel-cuore-yin/

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