Nel mondo invisibile nessuno ci farà del male se eleviamo il nostro spirito verso mete sublimi, al contrario se gli intenti racchiudessero un tornaconto personale egoistico o di sfida all’universo potremmo ricevere delle delusioni… Articolo di Rosy Frojo, estratto dal suo libro Interconnessione Cosmica

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Ogni angelo custode o spirito guida è legato a noi da un filo di amore e misericordia che Dio concede per farci progredire verso la luce della conoscenza; nel mondo invisibile nessuno ci farà del male se eleviamo il nostro spirito verso mete sublimi, al contrario se gli intenti racchiudessero un tornaconto personale egoistico o di sfida all’universo potremmo ricevere delle delusioni non tanto perché dall’astrale non otterremmo risposta ma soprattutto perché la bassa vibrazione non potrà di certo attrarre la Luce. Ripeto: è necessario e indispensabile l’atteggiamento di apertura totale con una certa umiltà e gratitudine.

Non possiamo entrare in contatto sensitivo con l’universo se stiamo pensando di danneggiare un nostro simile o portando la vibrazione nella sfera materiale, se stiamo interrogando i nostri custodi per indurli a farci vincere alla lotteria, loro non risponderanno ma altre quantità non evolute potrebbero trovare un canale aperto e insinuarsi negativamente nei nostri pensieri. Per questo vi metto in guardia da un atteggiamento che potrebbe rivelarsi controproducente; allo stesso modo non potete chiedere che venga fatto del male ad altri perché nell’astrale la prima qualità è la compassione unita all’amore incondizionato.

Ho sentito delle preghiere strane a questo proposito, preghiere rivolte a Dio… Durante una sessione di pranopratica, una persona, che stavo aiutando nel superamento di una fase dolorosa della sua vita e che si reputava buona e disponibile con i propri famigliari e col suo prossimo, a un certo punto sfogandosi esclamò: «Signore, se mi vuoi bene, fai morire… Tizio…». Sicuramente l’esasperazione del momento ha rafforzato il suo rancore e per questo non la posso certo giudicare, ma ho preso a esempio questo fatto per farvi capire che non possiamo essere assecondati nelle nostre folli richieste di violenza verso altri e ogni altro commento è superfluo! È come giudicare Dio incapace di sapere a chi dare la vita e a chi no, a chi permettere di esistere e a chi no. Per l’Universo non esistono figli migliori di altri ma solo creature bisognose, evolute o meno.

Essere contro qualcosa o qualcuno significa legarsi a quel qualcosa o a quel qualcuno e diventarne prigionieri. Se odierete porterete con voi l’oggetto del vostro risentimento e questo non farà altro che appesantirvi perché oltre al carico vitale (che già avete da risolvere) vi sovraccaricherete di un peso che dovrà essere risolto in questa o in un’altra esistenza perché avrete creato un legame Karmico con la persona respinta. Vale a dire che, quando nutriamo determinati sentimenti verso altri, ci leghiamo a loro energeticamente e mantenendo un contatto anche indiretto ci mettiamo in stretta relazione creando fusione tra le due energie, uno si lega all’altro fino a che uno o l’altro non decida di staccarsi attraverso l’amore e la compassione, quello che rimane legato sarà colui che porterà il peso della propria durezza d’anima.

Sicuramente non è il vostro caso ma questo esempio può far capire cosa intendo per purezza d’intenti […] In Memorie di Emozioni ho parlato di perdono e di come sia indispensabile portarsi su quel piano per accedere alle “energie-amore” necessarie alla congiunzione del proprio Sé spirituale con la Vita Universale. Questo è di sicuro un giusto approccio alla questione, anche se riflettendo sul concetto di perdono rapportato a quello di compassione posso pensare che nel perdono c’è sempre un’aspettativa propria di superiorità, ovvero ci si pone di fronte al soggetto da perdonare con la certezza di elargire una carità all’altro, e che quest’ultimo ci deve essere grato vita natural durante anche se ci ha offeso; nella compassione invece subentra un rapporto di comprensione che cancella all’istante ogni sfumatura egoistica e fa superare l’impatto di superiorità portando l’amore e la consapevolezza che ogni essere umano è fragile e bisognoso di supporto: la dolcezza si insinua dolcemente accompagnata da una sensazione di pace che l’altro accoglie come un dono prezioso.

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Il non giudizio è la fase più difficile per noi umani al punto tale che non riuscendo a perdonare nemmeno noi stessi rimettendo alla vita gli errori, caparbiamente punendoci e legandoci alla colpa commessa, difficilmente potremo accettare la lezione karmica che la vita ci dà. È un atto di umiltà appellarci al perdono divino e lasciare che penetri nei meandri dell’anima ripulendoci e portando nuova linfa, mentre è deleterio rimuginare sugli errori commessi senza prendere la decisione di staccarci da essi; ripromettersi sinceramente di non ricadere negli stessi è un atto di amore verso sé stessi e verso Dio che ci ama. Compassione significa non essere duri di cuore ma dispensare con generosità, comprensione e perdono.

Rosy Frojo, estratto dal libro Interconnessione Cosmica 

Fonte : https://anima.tv/blog/2017/il-mondo-invisibile-si-contatta-con-la-compassione/
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