I tempi che stiamo vivendo sono veramente intensi, siamo entrati nei mesi di ottobre e novembre che emanano le energie del Sole che sta passando per la costellazione dello scorpione, il signore degli Inferi. Plutone, è attivo in tutti noi e I centauri che vengono dal Regno di Plutone, dagli Inferi stellari, sono attivi per portarci messaggi ed illuminazione. Gli Inferi, infatti, non sono per nulla negativi e questo è il messaggio più importante che i Centauri portano oggi.

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Siamo davanti a una possibilità di cambiare la visione delle cose… perché sta diventando inutile continuare a vedere nemici fuori e dentro di noi, pensare che la guerra continua è ormai un pensiero della vecchia guardia. Siamo qui, oggi, per comprendere ed abbracciare l’ombra. Non sono certo cose nuove, C. Jung ne parlava un secolo fa, lui è il grande portatore della voce dell’ombra, dell’inconscio e di tutto ciò da cui rifuggiamo da secoli senza comprendere che è proprio lì che dobbiamo andare. Allora ci sentiamo persi e non sappiamo chi siamo proprio per questo motivo.

 

Ora, è arrivato il tempo di entrare nell’ombra dell’Anima e finalmente Giove entra in Scorpione e anche il Sole e Mercurio e si incomincia a sentire di più la spinta dentro la grotta (perché ci siamo già), quella parte che non vogliamo vedere di noi, quella che facciamo fatica a vedere e per questo la vita, che è magnanima, ce la mostra facendoci da specchio nelle cose che viviamo, nelle persone che incontriamo, nei colleghi, nelle relazioni di coppia, coi figli ecc.

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Ma cosa c’è nella grotta? questo è un punto favoloso. Siamo davanti alla possibilità di una vera trasformazione, di entrare negli Inferi per spogliarci di tutti quei pesi e catene del passato che non ci appartengono più, perché ormai sotto la pelle esiste un Essere con grande possibilità di elevazione a uno stato superiore di coscienza. Infatti, tra un anno, saremo pronti per entrare nel segno del Sagittario dove Giove è a casa sua e si mostrerà con tutto sé stesso, il grande cuore che espande la possibilità di arrivare fino al cielo, di trasformarci in veri e propri centauri, che sono ponti che uniscono Terra e Cielo attraverso l’Essere Umano.

 

Ma rimaniamo nel presente: nella grotta ci sono le ferite. Quelle che fanno tanto male, che sono irrazionali perché non passano attraverso la mente, quelle che l’Anima ha vissuto come soprusi, come ingiustizie, umiliazioni, giudizi, abbandoni, rifiuti, tradimenti. Sono le ferite che fanno male davvero che al riattivarle ci ritroviamo come bambini nudi e senza protezione, quelle protezioni che ci siamo costruiti nel tempo, maschere fedeli che hanno difeso l’Ego dalla morte, hanno difeso il bambino dal dolore ma che si sono incrostate su di noi. E’ ora di vederle, riconoscerle e toglierle senza possibilità di evitarlo e per questo le energie parlano un linguaggio sempre più chiaro, ora attraverso disturbi del corpo. Questo linguaggio è percettibile a tutti e l’Anima lo sta assumendo perché lì dietro quei disturbi esiste il filo di Arianna che ti porta nella grotta dove risiede l’inizio di tutto.

 

Importante osservare che seguire quel filo non porta alla guarigione: la ferita va amata e questo è possibile solo se abbiamo il cuore aperto perché solo lì esiste la vera compassione ed evoluzione dell’Anima stessa, la sua elevazione a un piano superiore, quello spirituale, dove non esiste giudizio né separazione ma solo amore incondizionato verso noi stessi. Quando la ferita fa male abbiamo la possibilità di amarla, accettarla e non volerla cambiare, né guarire, né combattere, né eliminare, questo è il concetto più importante: tendiamo a voler sempre guarire subito e sopprimere subito il dolore, perché? non comprendiamo che qui siamo venuti ad evolvere con il dolore (che non è necessariamente eccessivo se seguiamo il suo insegnamento), come amici inseparabili. Siamo ancora a questo livello evolutivo, più avanti sarà diverso ma solo se superiamo questa fase di accettazione che il dolore è parte di noi.

 

Attraverso la ferita cresciamo, la dobbiamo conoscere è la nostra parte vulnerabile e fragile che ha bisogno di protezione e amore, così come una Madre con i suoi bambini piccoli, siamo noi che ci dobbiamo prendere cura di questa ferita. Lei viene per mostrarci una strada che ci porta dentro a sviluppare la Grande Madre, quell’accoglienza incondizionata che solo un grande amore può dare. Dietro a quella ferita ci sei Tu con i tuoi talenti, si perché si trasforma nella tua ricerca interiore che ti porta a sviluppare la parte migliore di te, allora diventi un esperto di quel tema, di quella situazione che hai vissuto e puoi arrivare ad aiutare gli altri ad uscirne, perché la tua ferita appartiene anche agli altri. Esistono gruppi di persone nel Mondo che si incaricano di sanare la propria ferita che appartiene a un collettivo, come diceva C. Jung, al collettivo che lui chiamava inconscio collettivo e io chiamo Anima collettiva.

 

Dietro la ferita ci sei TU… è la porta di entrata l’hai mai esplorata? sai starci dentro senza fuggire? sai che odore ha, che forma ha, com’è fatta, cosa sente, cosa vuole dirti, cosa ti racconta? la conosci come agisce nella tua vita? che automatismi ha assunto che ripeti costantemente? sai che maschera ha creato? sai quando e come la indossi? quante volte al giorno? insomma tutto questo è da conoscere a menadito adesso più che mai.

 

Non possiamo  continuare a vivere su questo Mondo con il cuore chiuso! non è più concesso! e avverto chi pensa di averlo aperto e di amare tanto: riuscite veramente ad amarvi quando non vi piacete? quando fate o pensate qualcosa che giudicate? quando vi sentite male? riuscite veramente ad accettarvi nelle vostre debolezze? nella vostra fragilità? nei vostri difetti? è lì che ci dimostriamo veramente l’amor proprio, non nel resto del tempo. Per questo ci portano, oggi, a toccare quella dimensione dove si trovano le ferite dell’infanzia quelle più antiche, che probabilmente sono state create molto prima di nascere.

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Abbiamo una grande opportunità. Sono certa che imparerete la lingua della vostra Anima perché ora ha veramente voglia di parlarvi, di mostrarsi, di mostrarvi cosa ancora la incatena e non la fa espandere, perché ha tutta l’intenzione di farlo, di ritrovarsi, di mettere in ordine e ricreare quel flusso d’amore che la riconnette a casa, alla Fonte, a uno spazio divino di cui è parte.

 

E’ un grande lavoro, non ho detto che sia facile, ma d’altronde abbiamo scelto questa esperienza tanto vale buttarci e provare, non vi è nulla di sbagliato anzi…tutto ci riporta sempre e comunque dentro perché la casa di ritorno è il nostro cuore che ha sete di sperimentare, di riconoscersi, di ritrovare la sua dimensione elevata. In realtà non vi è nulla da cambiare né da guarire, c’è solo da imparare a stare con noi stessi in ogni momento bello e brutto, integrare le polarità, accettarle e imparare a stare in entrambe perché solo lì ci conosciamo veramente.

 

Siamo pronti per la grande trasformazione interiore!

 

“Rimarrà solo l’essenziale”

Ollin

Fonte : https://www.semidiluceblu.it/2017/10/24/messaggi-dai-centauri-la-ferita-e-la-porta-verso-la-tua-parte-piu-autentica-ollin/

 

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