“La meditazione influenza il DNA e rallenta l’invecchiamento” questa l’affermazione della biologa Elisabeth Blackburn, premio nobel per la Medicina nel 2009.

I nostri pensieri e la meditazione possono influenzare lo stato di salute del DNA e la velocità con cui invecchiamo. Col passare degli anni ed il susseguirsi delle moltiplicazioni cellulari, infatti, il DNA va incontro a progressivi deterioramenti e questa è una delle cause dell’invecchiamento generale del corpo. Ad affermarlo è il premio Nobel per la medicina, Elisabeth Blackburn, che insieme alla psicologa clinica Elissa Epel ed altri ricercatori, ha studiato cosa succede nel corpo di chi fa meditazione.

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La Blackburn ha vinto il Nobel per la scoperta della telomerasi, un enzima che protegge il DNA dall’invecchiamento attraverso i telomeri, che sono delle specie di “cappucci protettivi” posizionati alle estremità dei cromosomi. Sono proprio i telomeri ad evitare la perdita di informazioni durante la duplicazione dei cromosomi. Col tempo, però, anche loro si deteriorano e così alcuni errori nella duplicazione del DNA sfuggono al controllo.

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L’interessante scoperta della Blackburn e della Epel, indica che nelle persone abituate a meditare, l’attività della telomerasi è significativamente più alta. Si potrebbe dedurre, quindi – ma le ricercatrici vanno giustamente ancora caute – che nelle persone abituate a praticare la meditazione, i processi di protezione dall’invecchiamento siano molto più attivi.

Sono ormai numerosi gli studi scientifici che dimostrano come la meditazione abbia numerosi effetti positivi sul nostro corpo e sulla nostra vita in generale: dalla diminuzione della pressione alta, al miglioramento della depressione, fino all’aumento della vista o addirittura della materia grigia nel cervello.

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Questi benefici non sono fuori dalla nostra portata. Spesso si tende invece a credere che la meditazione sia possibile solo in determinate condizioni favorevoli, come luoghi tranquilli immersi nel verde, o solo se si è liberi dagli impegni del lavoro, se non si è stanchi ecc.

Quello che lo zen e la “Mindfulzen”, la pratica zen di consapevolezza, propongono, è una nuova visione della meditazione, un nuovo modo di meditare, basato sulla psicologia cognitivista e le ultime ricerche scientifiche. Ciò che si suggeriscono è che ogni momento della nostra giornata possa essere trasformato in meditazione con tutti i relativi benefici, poiché meditare per il nostro cervello e il nostro corpo, non è necessariamente stare immobili in silenzio – anche se questa è l’immagine stereotipata che tutti abbiamo della meditazione.

Il Fulcro della meditazione è la consapevolezza che ci porta nel “Qui e Ora”, eliminando lo stress e il conflitto tra quello che siamo e quello che vorremmo essere e mettendo il corpo e la mente in un atteggiamento di tranquilla presenza mentale.

La “meditazione camminata” per una vita più lunga e consapevole

Il bisogno di camminare, si rivela in continuazione nella nostra vita, nulla nell’universo è fermo, e nulla nella nostra vita rimane immutato. Appena potete, andate in bicicletta o ancora meglio camminate, non pensate di abbreviare la strada che percorrete solitamente, ma al contrario nei limiti del possibile, allungatela, cambiate spesso itinerario, per esempio, per recarvi da casa all’ufficio. Cambiare percorso vi costringerà ad una maggiore attenzione, osservazione, svilupperà una maggior consapevolezza del tempo e delle persone nuove che incontrerete. Allungare la strada non è perdere tempo, ma al contrario, è guadagnare nuove possibilità e conoscenza della vita.

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Mentre camminate respirate lentamente e mantenete l’attenzione concentrata sul respiro, osservando le persone attorno a voi respirate, una vetrina respirate, la strada respirate. Mantenete sempre l’attenzione sul vostro respiro e lo sguardo rivolto a tutto quello che incontrate, non bisogna essere assenti o assorti nei pensieri, ma “presenti nel qui e ora”. Dopo qualche minuto, sentirete il vostro intero corpo che respira e lo sentirete camminare, mentre solitamente noi non siamo consapevoli del corpo che si muove, perché muoversi è un automatismo.

Con questa meditazione consapevole i nostri Propriocettori, i centri del sistema nervoso responsabili della consapevolezza del movimento, si attiveranno e noi “ci sentiremo camminare” come non ci è mai successo. Diverremo consapevoli dei nostri piedi che si muovono, delle nostre gambe che ci portano da una parte all’altra della vita, della nostra testa che si orienta nella strada, sarà come scoprire il nostro corpo per la prima volta nella vita, sentiremo persino i nostri pensieri che nascono dal nostro corpo.

Sentiremo la sensazione del corpo che si rilassa e si muove in armonia con tutto quello che lo circonda, le tensioni si allenteranno e ci sembrerà di camminare sulle nuvole, ma perfettamente presenti, senza rischiare di finire sotto una macchina. Stiamo provando la “meditazione camminata”, una delle meditazioni più antiche: il risultato è che ci sentiremo immersi nella vita e non più spettatori. L’ansia si calmerà e il nostro DNA sorriderà

Camminate… camminate… camminate… il più possibile consapevolmente.

Tratto da scienzaeconoscenza.it – La redazione – 12/12/2014

Rivisto da www.fisicaquantistica.it

Fonte: www.scienzaeconoscenza.it/articolo/meditazione-fa-vivere-di-piu-in-salute.php

 

Meditazione Camminata: Passo dopo Passo
Guida alla Meditazione

 

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