L’albero Solstiziale e l’albero di Yule:
Sono origini molto antiche, quelle che collocano il famoso abete nelle feste del Solstizio d’inverno, ovvero il Natale.
I popoli germanici, lo usavano nei loro riti pagani, per festeggiare il passaggio dall’autunno all’inverno. In seguito era usanza bruciarlo nella stufa, in un rito di magia simpatica (secondo cui il simile attira il simile), in modo che con il fuoco si propiziasse il ritorno del sole.

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Fu scelto l’abete perché è un albero sempre verde, che porta speranza nell’animo degli uomini visto che non muore mai, neppure nel periodo più freddo e difficile dell’anno.
Era un simbolo fallico, di fertilità ed abbondanza associato alle divinità maschili di forza e vitalità. Ecco che addobbarlo, prendeva quindi i connotati di un piccolo rito casalingo che portava fortuna ed abbondanza alla famiglia.
Il Solstizio d’inverno, è il momento in cui la divinità maschile muore, per poi rinascere in primavera. Questo ciclo di morte-nascita, lo si ritrova in moltissime culture, oltre quella cristiana. E’ presente in Egitto, con la morte di Osiride e nel mito di Adone che si evirò proprio sotto ad un pino.
Addobbare l’albero di Natale con le luci, accendendolo di mille riflessi, ricorda il rituale del grande falò dell’abete, che spesso si prolungava fino all’attuale festa della Befana. In alcune popolazioni europee, con il fuoco dell’abete, si bruciava simbolicamente le negatività del passato, e le streghe leggevano nel fuoco i presagi per il futuro.
La tradizione dell’albero prese piede in Italia nel 1800, quando la regina Margherita, moglie di Umberto I, ne fece allestire uno in un salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava. La novità piacque moltissimo e l’usanza si diffuse tra le famiglie italiane in breve tempo.
Molte leggende cristiane sono poi nate nel tempo attorno all’albero di Natale, come quella americana che racconta di un bambino che si era perso in un bosco alla vigilia di Natale si addormentò sotto un abete. Per proteggerlo dal freddo, l’abete si piegò fino a racchiudere il bambino tra i suoi rami. La mattina i compaesani trovarono il bambino che dormiva tranquillo sotto l’abete, tutto ricoperto da cristalli che luccicavano alla luce del sole. In ricordo di quell’episodio, cominciarono a decorare l’albero di Natale.

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La pianta di Agrifoglio

L’usanza di decorare la casa con ramoscelli di pungitopo e di agrifoglio è una delle più antiche tradizioni. Si credeva che le foglie acuminate e pungenti come armi di difesa avessero il potere di scacciare gli spiriti maligni. I rami di agrifoglio hanno una loro Lstoria. I romani usavano regalarlo agli sposi novelli in segno di augurio e di simpatia. Quando invasero la Britannia, essi stupirono di notare che l’agrifoglio era considerato pianta sacra.I Druidi appendevano rami di agrifoglio nelle loro abitazioni per onorare con amore gli spiriti della foresta, e dopo di loro questa usanza continuò ad essere rispettata, con l’intento di allontanare sortilegi e fulmini, di propiziare la fertilità degli animali e della terra, e soprattutto la protezione dalle presenze malevole e dalla sfortuna.Le spine appuntite delle sue foglie, infatti, mostrano senza alcun dubbio la sua funzione di difesa naturale, di combattività verso ciò che è pericoloso o ostile, di reazione attiva agli stati d’essere negativi.I fiorellini bianchi dell’agrifoglio, appesi alla maniglia della porta di casa, si credeva ostacolassero l’entrata di persone o entità dannose, e questa forza magica si pensava fosse ancora più forte e potente se la porta stessa fosse stata costruita con il suo legno duro e resistente. Soprattutto durante le feste del Solstizio e del Natale una simile protezione sarebbe stata auspicabile, dato che in tal periodo i folletti del bosco si sbizzarriscono e sono molto più dispettosi del solito, con i loro scherzi e le loro malefatte.
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In Irlanda, se si ricevevano rami d’agrifoglio prima del Solstizio, questi venivano spazzati fuori subito dopo il Solstizio stesso, poiché non era di buon auspicio conservare le cose dell’anno vecchio, ed inoltre in tal modo si spazzava via tutto ciò che apparteneva al passato, potendo poi cominciare un nuovo ciclo più leggeri e con lo sguardo rivolto non indietro, ma avanti a sé.Come accennato, l’agrifoglio era connesso anche alla Fortuna che poteva pervenire dei regni sottili. Questa sua magica caratteristica compare in una delle antiche leggende irlandesi appartenente al Ciclo di Finn McCumhail, nella quale si racconta che le tre figlie di Conanan possedevano tre fusi costruiti con il suo legno. Su di essi le tre Donne avevano posto matasse di filo fatato ed avevano filato la sorte di Finn e dei suoi guerrieri, provocando il loro imprigionamento e forse, con esso, una delle prove che essi avrebbero dovuto superare.In questo senso, l’agrifoglio risulta essere vicino alle sacre Filatrici del Destino, nonché loro stesso strumento per determinare la sorte degli uomini posti sotto la loro protezione.Sempre tra i celti, con il legno dell’agrifoglio si costruivano le lance e gli scudi dei guerrieri. Anche in questo caso appaiono chiaramente le funzioni di attacco alle forze ostili e, al contempo, difesa da esse, esercitate dalla pianta e probabilmente resi ancor più potenti ed efficaci dai suoi influssi sottili.Anche i neonati potevano essere protetti da questo magico arbusto; per questo venivano spruzzati con l’Acqua di Agrifoglio, preparata come infuso delle foglie oppure come distillato.Infine, pare che un antico incantesimo usasse l’agrifoglio per attirare i desideri del cuore. Se ne dovevano raccogliere nove foglie da una pianta non troppo spinosa, dopo la mezzanotte di un venerdì, nel più completo silenzio.
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Le foglie dovevano essere avvolte in un panno bianco, alle cui due estremità si dovevano fare nove nodi. Il sacchettino andava quindi riposto sotto al cuscino e ciò che si sarebbe intensamente desiderato, poggiandovi sopra la testa, si sarebbe presto avverato. Quando Colombo scoprì l’America, trovò che gli indiani tenevano in gran conto le piante di agrifoglio; se ne fregiavano come di un distintivo di coraggio durante le battaglie; ne piantavano arbusti davanti alle capanne per tenere lontano gli spiriti maligni, bevevano decotti di foglie e di bacche per acquistare forza.   Anche  il maté, la più diffusa bevanda dell’America meridionale, é preparata con foglie di agrifoglio; ha proprietà stimolanti perché contiene caffeina in quantità superiore a quella del caffé. Quanto alle bacche rosse, esse sono uno dei cibi preferiti dal pettirosso.L’agrifoglio infatti possiede una scarsa tossicità che ne permette l’utilizzo curativo, ad eccezione delle sue bacche che, sebbene anticamente usate, sono velenose per l’uomo in quanto provocano forte diarrea e vomito.Le foglie, invece, usate in infusi, decotti, vini medicinali o sciroppi, sono un rimedio ottimo contro reumatismi e artrite, nonché contro l’influenza, la febbre e la tosse forte e persistente.Anche la corteccia, in modo simile alle foglie, abbassa la temperatura corporea e, inoltre, calma i disturbi legati al fegato.

Corrispondenze:
Data: 20,21,22 Dicembre.
Pronuncia: Yule, pronunciato EWE-elle – Yul – Jòl
Altri Nomi: Farlas, Alban Arthuan, I Saturnali, Sol Indiges, il Dies Natalis Solis Invicti, diem octavum Kalendas Ianuarias, Geola.
Etimologia: La parola “Yule”, è probabilmente derivato da una parola arcaica norrena “Jol”, che significa “ruota”.
Simbolismo: La rinascita del Sole, La notte più lunga e giorno più corto dell’anno, il solstizio d’inverno, Introspezione, Pianificare per il futuro, la morte del Re Agrifoglio (Inverno), il regno del Re Quercia (estate).
Mitologia: il tempo di buio tra Samhain e Yule volge al termine. Siamo a metà del peso di inverno e festeggiare il passaggio dalla morte alla vita.
Animali: renna, il cervo, il mouse, alce, cavallo, orso, scricciolo, pettirosso.
Esseri astrali/ Mitologici: fate della neve, fate delle tempeste , troll, gnomi, fenice, fate degli alberi d’inverno, l’elfo di Yule.
Erbe e piante: Camomilla, rosmarino, zenzero, salvia, cannella, cedro, alloro, ginepro, valeriana bayberry, cardo benedetto, bouganville, incenso, agrifoglio, edera, alloro, vischio, muschio, mirra, noce moscata , vischio, pigne, muschio, achillea.
Incenso: mela, bayberry, cedro, cannella, camomilla, incenso, lo zenzero, il ginepro, la mirra, noce moscata.
Olii: cedro, zenzero, ginepro, mirra, noce moscata, pino, rosmarino, zafferano,  sempreverdi.
Fiori: fiori tropicali, fiori secchi, stelle di natale, fiori vischio.
Alberi: Tutti i sempreverdi. Cedro, abete, ginepro, larice, rovere, pino, abete rosso, Frassino quercia agrifoglio.
Mese celtico: Vecchio (Ruis)
Pianeta: Saturno
Segno zodiacale: Capricorno Zero gradi.
Luna: Luna del rovere, Luna della neve, Luna di ghiaccio, Luna del Lupo, Luna Fredda, Luna d’inverno. La luna piena dopo Yule è considerata la più potente di tutto l’anno.
Pietre / Pietre preziose: Cristallo di quarzo, avventurina azzurra, smeraldo, rubino, zaffiro, pietre insanguinate, granati, gli smeraldi, diamanti.
Simboli: Campane, agrifoglio, bacche di agrifoglio, edera, vischio, quercia, simboli solari, simboli di rinascita, candele, bastoncini di cannella, archi di abete o pino, il fuoco , ghirlande, stelle, simboli della ruota, ghirlande, ceppo natalizio.
Dee: Brigid, Iside, Demetra, Madre Berta , Diana, La Grande Madre, Morrigan Brigit (entrambi Celtic), Iside (egiziana), Demetra, Gea, Pandora, Selene e Artemide (tutti e cinque i greci), Giunone e Diana (entrambi romani), Astarte (Medio Oriente), Woman Spinning (nativi americani)
Dei: Apollo, Ra, Odino, Lugh, il Re Quercia, il Cornuto, l’ uomo verde, Padre Inverno, Santa Claus, Kirss Kringle, San Nicola, Re dell’Agrifoglio, Cernunnos, Freyr, Baldur, Trundholm, Samhein, Sole-Apollo Helios ,Adonis o Adone, Saturno, Bacco, Dionisio, Giove, Zeus, Juppiter,  Plutone, Hadès Osiride o Osiris, Dupljaja, Dajbog. Dei neonati, Dei Sole, Madre e Dee Dee Triple.   Dei Yule comprendono Apollo (greco), Ra, Osiride, Horus (tutti e tre egiziani), Lugh (irlandese-celtica), Padre Sole (nativi americani)
Colori: rosso, verde, oro, bianco, argento.
Soglia: l’alba
Tarocchi: ruota, sole
Meditazioni: l’ispirazione creativa, la morte e la rinascita, rinnovamento interiore, vita nuova, la luce dalle tenebre, il ritorno del sole, i Misteri, la rigenerazione, la riflessione / introspezione, trasformazione.
Falò: Ceppo di Yule. Quercia, frassino

Fonte: http://xsacerdotessediavalonx.jimdo.com/sabba/yule/

 

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