Avremo la Luna Nuova nella mattina del 13 marzo 2021 alle ore 11.23 nel segno dei Pesci a 23°. 

 

Questo Novilunio in Pesci, inaugura l’ingresso di molti pianeti nell’Elemento Acqua, che tanto ci era mancato negli ultimi cicli lunari – sopratutto a febbraio con lo Stellium in Acquario che andava ad alimentare una tensione arenante del sistema mentale/nervoso e un notevole blocco di azioni più fluide. Questo ciclo lunare ci apre al territorio che più ci spaventa e attrae in assoluto: il mondo del sentimento. Siamo chiamati a contattare ciò che proviamo, nel bene e nel male, l’accento dei pianeti in Pesci e di Nettuno, ci conducono nel sentire il nostro bisogno di Amore. Di infinito. Di valicare confini oltre noi stessi. E con questo anche il fare spazio al vuoto, alla nostalgia, la mancanza e lo struggimento, il desiderio di fuga, ma anche ispirazione, meraviglia, bellezza.

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Visualizzo questo passaggio lunare, come se tante piccole gocce di umidità giungessero lievi in un caldo e secco deserto senza ombra, iniziando a portare sollievo. Le goccioline d’acqua sono molto piccole e non si vedono a occhio nudo, ma ci sono e ristorano su un piano sottile – nutrono le nostre estremità più esposte.. Avvolgono la pelle assetata, cercano di mostrarci che dovremo ammorbidire i nostri confini – ritrovare un senso di vicinanza con gli altri – e la nostra Anima – che forse abbiamo perduto se ci siamo troppo arrabbiati e scoraggiati ultimamente. Il deserto c’è ancora, la strada è un po’ lunga per arrivare all’oasi, ma nel frattempo, dei momenti di quiete inspiegabili possono entrare nella nostra vita senza preavviso né motivazione spiegabile a mente lucida. “Perché sorridi?”, qualcuno ci chiede, “Non lo so, la verità è che non lo so ma a volte mi scappa”. Lampi di euforia misti a disperazione, ispirazioni e fugaci visioni di bellezza, potrebbero alternarsi in questo marzo di passaggio da una stagione all’altra, e noi dovremo imparare ad arrenderci alle emozioni, che vanno e vengono come le onde del mare. Incessanti e inarrestabili, sono la fonte della nostra vita, anche se la mente continuerà a dirci che “va tutto male e non c’è proprio nulla da ridere”, noi rideremo senza motivo, perché l’aria si fa lieve e la vita ricomincia. Accompagnati da possibili miraggi e vaneggi della mente che stanca, produce immagini “deliranti”, ma anche generative e illuminanti, con la paura di perderci e non trovare più la strada, percorriamo questo ciclo lunare, cercando di contattare un altro tipo di fiducia a cui non siamo ancora giunti; molto vicino alla “provvidenza” Manzoniana, ma senza un’impronta così connotata religiosamente.

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In un luogo molto lontano che la nostra mente non contempla né conosce, esiste una legge universale naturale che se non opponiamo resistenza, ci vuole condurre all’Unità e non alla disgregazione.

 

Avete presente quegli istanti in cui tutto è perfetto dentro e fuori di noi, e per chi ci vede dal di fuori, non è cambiato nulla, siamo vestiti uguali a ieri, la nostra vita è ancora un disastro su tante cose, ma noi siamo presenti e meravigliosamente saggi in quell’istante, e nulla ci fa paura. Siamo completi senza sapere il motivo. Ci sentiamo Uniti. Lo so… sono attimi, che durano poco e poi li riperdiamo via, nella preoccupazione costante del dolore, del passato perduto, o del futuro da costruire. Eppure…..quel presente meraviglioso esattamente aderente al qui e ora, è quello che ci chiede questa lunazione. C’è chi medita tutta la vita per cercare questa condizione, chi non ha bisogno di meditare e semplicemente ha imparato ad accorgersi quando scappa via da se stesso, e si riconnette a sè. Ognuno di noi ora potrà iniziare consapevolmente un cammino di autoguarigione, cercare quel qualcosa che lo faccia sentire aderente a sé, anche se il mondo ora ha tantissime interferenze e corre in una direzione opposta. Questa Luna Nuova con un Nettuno così fortemente ancorato alla sostanza più elevata, vuole insegnarci a sentire e non temere la nostra sensibilità.

Ascoltiamo dopo tanto inverno – dentro e fuori – la calma che giunge in certe ore del giorno che si fanno più chiare, la stanchezza del corpo, che ci chiede di riposarci prima di ripartire. Un riposo della mente. Un riposo del cuore, che chiede sollievo, e sapete qual è il più grande sollievo ora? Non programmare proprio nulla e arrenderci a questa possibile inerzia dell’ora senza sentirci in colpa. Com’è fermare per un secondo la grande ruota della mente che cerca soluzioni: “Ora non ce ne sono, quindi mi mangerò il primo gelato di marzo seduto su una panchina”.

 

Proviamo in questo mese a cercare di spostarci dall’ emisfero più operativo – la parte cognitiva attiva Yang – della nostra esistenza, verso quello più ricettivo e passivo del femminile – Yin – , che ci sta chiedendo di essere ascoltato, contattato e accolto. Le risposte potranno arrivare solo da lì, da un luogo ritenuto dalla nostra cultura come inutile e caotico. “Cosa stai lì con le mani in mano?”, ci dicevano da piccini, “Non sognare a occhi aperti, devi stare con i piedi per terra!”, e da allora abbiamo smesso di ascoltare quei mondi. Quei mondi sospesi con le immagini tra sonno e veglia, le intuizioni mentre lavo i piatti o sono in uno stato assorto ma aperto, vigile ma abbandonato e rilassato.. Uno stadio che anni e anni di Yoga o meditazione cercano di farci contattare (a noi umani Occidentali in corsa) – e non come stato fisico – Uno stato interiore che dovremmo provare a sentire di più nelle nostre cose di ogni giorno. Ora non vi chiedo di trasformarvi in sognatori illusi in un mondo che sembra cadere letteralmente a pezzi, ma di prestare attenzione a quegli “scarti” che la coscienza ritene come “inutili perdite di tempo”, e prendere in considerazione che proprio di scarti non si tratta, anzi! Qui c’è il mondo inabissato della coscienza più vasta dove possono avvenire intuizioni, emozioni che ci chiedono aderenza e fedeltà, luoghi inaccessibili del cuore, che sa tutte le risposte. Prima di noi. Da sempre. Riprendiamoci queste parole … se le abbiamo smarrite:

 

POESIA                      SOGNO                      INCANTO

BELLEZZA                            MISTERO                           SILENZIO

MUSICA                                  MARE                         INFINITO

LENTEZZA                            ASTRAZIONE                       NOSTALGIA

DOLCEZZA                             AMORE                       SPIRITUALITà

ISPIRAZIONE                      MISTICISMO                    SOAVITà

ASSOLUTO CANDORE NATURA

 

In queste notti i sogni sono più densi, non so se sta capitando anche a voi, ma il mondo onirico si sta dilatando. L’ha fatto tanto in questo ultimo anno, nei mesi in cui il mondo fuori sembrava essere meno nitido e sfuocava i suoi punti di riferimento uno ad uno, a quel punto il mondo dei sogni ha cambiato la sua forma ed è stato lui il protagonista assoluto. In certi casi sostituendosi presente nella sua vividezza nei racconti di persone che hanno sognato di più in questo ultimo anno, che in tutta la loro vita. I sogni si sono anche trasformati nei loro contenuti archetipici, raccontando il passaggio di un’umanità in trasformazione. A Londra stanno anche raccogliendo i sogni mutati in questo ultimo anno; ci si sta accorgendo che i simboli interiori hanno qualcosa da dire a tutti noi e sopratutto narrano un linguaggio universale che ci unisce e non divide – appartengono a qualcosa di più ampio in cui tutti siamo collegati più di quanto crediamo (qui vedi link museo di Londra sui sogni).

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In questo marzo, mentre la luce espande la sua portata – e ci porterà all’Equinozio di Primavera del 21 marzo – i confini esteriori stanno di nuovo restringendo il loro perimetro, la paura e l’ansia in alcuni è ritornata a presentarsi, e il mondo interiore, bussa in maniera insistente per farsi udire e portarci il suo messaggio e la sua luce. Non ascoltare i nostri fantasmi, dubbi, le nostre ansie sul futuro, sarebbe rinnegare una parte importate della nostra psiche che attinge e comunica con noi tramite le emozioni, anche le più scomode.

 

La nostra “follia” fuori controllo va ascoltata, (e incanalata), anche perché è lì che risiede tutta la nostra forza creativa.

 

Proprio per non far si che questo “mare emotivo” prenda davvero il controllo e travalichi la nostra identità, va contattato, ascoltato e fatto emergere attraverso un altro linguaggio – arte, musica, ispirazione. Il nostro Io è legato solo da un fragile filo temporale che ci tiene interi, attraverso la memoria di ciò che siamo stati fino ad adesso – chi ero da piccolo, chi sono ora, cosa mi piace, chi ho amato, chi mi ha deluso, cosa desidero – . Oltre a questo che ci pare di sapere, al di sotto della coscienza, si nuove un altro mondo misterioso e inaccessibile, più vasto di quello che l’io conosce. E’ il mondo che ci viene a trovare in sogno la notte, e non ha un tempo lineare né una logica temporale. E’ il mondo delle emozioni inesprimibili e scordate, che ci fa balenare un ricordo (dal mondo sotterraneo che lo teneva lontano da noi), attivato senza il nostro controllo da una canzone, un odore, o come racconta Proust nella Madeleine, da un sapore che ha il potere di farci andare in un altro spazio – tempo. Quel mondo che temiamo, amiamo, aneliamo e sfuggiamo, è infinito, tutto può accadere in contemporanea, e ci dona significati e nessi a cui non potremo mai giungere se non gli concedessimo ogni tanto un po’ di posto. Se la nostra mente – e l’Io cosciente – non fosse convinto di sapere tutte le risposte su di sé.

 

 

Gli artisti lo sanno bene, quando vanno laggiù in quel mondo e contattano qualcosa d’altro di inaccessibile razionalmente, cui si fanno canali e trasmettitori per noi.

 

 

Avete mai sognato qualcosa che nella vita “reale” non sapete fare?
A me capita con la danza e con l’inglese. Due mondi, di cui il primo nasconde una grande ferita di rinuncia che ho dovuto attraversare tanto tempo fa, e il secondo, forse un mio cruccio nel non aver mai imparato bene una lingua straniera negli anni giovanili. Questi due mondi nei miei sogni, diventano perfetti; quando sogno di ballare eseguo coreografie e passi di danza complicatissimi che il mio corpo non potrebbe riprodurre nella realtà, e per l’inglese… bè a livello razionale è poco spiegabile, ma io nei sogni parlo bene inglese.

Come si spiega tutto questo?

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Nettuno in astrologia è forse uno dei pianeti più difficili da spiegare con le parole, perché è associato a un altro tipo di linguaggio che la mente non contempla: la vastità del sentimento che non si può raccontare.

Potrei mai descrivere a parole una musica?

Potrei mai provarti a parole che ti amo?

Potrei mai provarti che in un altro mondo che non so descriverti a parole, io danzo in maniera sublime?

Eppure tutto questo per me è reale anche se a parole non riesco a fartelo sentire.

Ci sono cose che non possiamo provare in nessuno modo a cui non dobbiamo far altro che affidarci – compiere un atto di fede volontario verso ciò che non si può spiegare – e Nettuno a livello evolutivo ci invita ogni volta, a fare questo incredibile passaggio che non passa dalla verifica dei nostri 5 sensi.

Penso che questo ciclo di luna che si apre, stia provando a narrarci di un mondo che ancora non vediamo in cui c’è un completezza che esiste a cui possiamo ancora accedere… e questo mondo cerca di manifestarsi a noi in silenzio attraverso un soffio di vento .. quando sorridiamo senza motivo in un momento di felicità senza senso o in un sogno con persone che non sono più in vita – Ci viene mostrata una realtà che non possiamo verificare né testare, ma esiste in un piano più vasto di coscienza, a cui non riusciamo accedere su un piano materiale.

Questa Luna Nuova è incredibilmente “bella” e narra di una perfezione ideale di cui dobbiamo fidarci con il cuore aperto, esiste, sennò non potremmo neanche sentirla (e tutti l’abbiamo sentita almeno una volta nella vita quando ci siamo innamorati). Nettuno però sa dilatare anche il suo lato ombra – vuoto, illusione, mancanza, inganno – ma saremo noi a scegliere quale lato di Nettuno e dei Pesci, vorremmo cogliere e a cui credere in questa rinascita di primavera. Ora è il semino di un meraviglioso sogno, oppure di una magica illusione, che starà a noi coltivare fino al picco di Luna Piena – 28 marzo – e il suo rilascio calante fino all’11 aprile. 

Questo Novilunio addensa anche un nostro bisogno collettivo: evadere dalla realtà quotidiana, e la fuga è la simbologia più collegata a Nettuno e i Pesci. La fuga che contatto inizialmente con la mia fantasia (visto anche i blocchi del mondo esterno) – sogni, chimere, luoghi dell’anima, e stanchezza – dove vuole portarmi? Anche se non potrò danzare nella realtà come il sogno da ballerina perfetta, una parte di noi chiede di ritrovare armonia e completezza anche nella privazione di molte libertà esterne e poter “vedere” quel mondo che a parole non riusciamo a dire (passeremmo per matti anche volendoci provare), ma che dentro di noi è Casa da sempre della nostra Anima.

 

 

Buon Novilunio

Anna Elisa Albanese

 

 

LUNA NUOVA DEL 13 MARZO 2021 a Milano, ore 11.23

 

Sole, Luna, Nettuno e Venere saranno congiunti componendo uno Stellium nel segno dei Pesci, in aspetto di Sestile a Plutone in Capricorno. Saturno in Acquario e Urano in Toro, proseguono la loro quadratura tensiva (esatta a febbraio a 7° di Toro e Acquario), ma lentamente Saturno si sta allontanando dall’aspetto esatto, per poi divenire di nuovo precisa a giugno 2021 a 13°, e ancora nella loro terza e ultima quadratura a dicembre 2021 a 11°.

Saturno e Urano, il vecchio e nuovo mondo, possibilità di ricostruzione e paura del nuovo, si muovono in questa danza continua, tra possibilità e blocco, libertà e limite, per tutto il 2021. Una nuova forma d’essere con un barlume di apertura, sarà forse visibile da maggio 2021, con l’ingresso di Giove nei Pesci – in cui tutti confidiamo – per portare acqua e nutrimento, a questa tensione tra Aria e Terra, che non trova ancora sollievo e liberazione.

Questo Stellium nei Pesci è un respiro di dolcezza per tutti i segni d’Acqua e di Terra. Senz’altro boccata d’ossigeno agli Scorpione, dopo un lungo febbraio di pianeti fissi in Acquario in quadratura.

Tendo a non fare le “classiche” previsioni astrologiche per segno, perché siamo molto più complessi e variegati che “solo” il nostro segno Zodiacale, e preferisco vedere questo inizio di Ciclo Lunare come un dilatatore di coscienza per tutti a livello collettivo (indipendentemente da segno o pianeta). Cerco di immaginarmi questo cielo come una tematica ogni mese da attraversare, che può risuonare a tutti – ognuno con la sua storia personale e i suoi transiti personali – immerso in qualcosa di più grande, che suo malgrado o per fortuna, lo trascina verso il Sè profondo.

Anna Elisa

 

 

 

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Fonte : https://www.sentieroastrologico.it/novilunio-in-pesci-13-marzo-2021-casa-della-nostra-anima/

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